La lunga giornata di Sant’Agata, fra pioggia ed invocazioni. Alle 00.54 il rientro in cattedrale

CATANIA – Passerà sicuramente alla storia il giro esterno dell’edizione 2019 della festa di Sant’Agata, patrona della città etnea, caratterizzato, oltre che dalla sfrenata ed innata passione dei catanesi verso la loro Santa, da una giornata di pioggia che ha scombinato i piani dei festeggiamenti. Il tutto era iniziato come al solito, con la cattedrale gremita già dalle prime luci dall’alba e con le invocazioni dei devoti. Alle 5.20 l’uscita del busto reliquiario dal sacello, la Messa dell’Aurora e poi, alle 7.45, l’avvio della processione da Porta Uzeda. Ma, dopo poche ore, qualcosa inizia a non andare per il verso giusto. La pioggia comincia a cadere su Catania, tanto che, per motivi di sicurezza, viene annullato il giro delle Candelore che precedono il fercolo di Sant’Agata. I cerei vengono lasciati in piazza Martiri, coperti con dei teloni per evitare possibili danneggiamenti da parte della pioggia, scatenando l’ira social, e non solo, dei devoti. Il tempo continua a peggiorare, e così il capo vara Claudio Consoli decide, insieme ai suoi collaboratori, di affrettare il passo. Ed infatti, poco dopo le 14, la processione è già a piazza Stesicoro (l’arrivo era previsto per le 17), ed è qui che l’Arcivescovo di Catania, Monsignor Salvatore Gristina, ha letto la sua omelia alla città. Fra gli occhi increduli di devoti e curiosi, e con poca gente ad assiepare le vie della festa, il fercolo, trainato a passo piuttosto spedito, ha percorso la salita dei Cappuccini. Da qui, mentre la pioggia continuava a cadere incessante, l’ulteriore salita verso la chiesa di Sant’Agata la Vetere, dove sono stati officiati i Vespri solenni. Durante la funzione, si è ampiamente discusso sulla possibilità di stoppare la processione, facendo rientro in cattedrale con largo anticipo. Ed invece, così non è stato. Poco prima delle 18, il fercolo ha ripreso il suo incedere, diretto verso via Plebiscito. All’altezza di via Palermo ecco arrivare forti raffiche di vento e pioggia battente. Si discute fra il capo fercolo ed i suoi collaboratori, con colloqui telefonici con i membri della Curia catanese, su cosa sia meglio fare. Fra i devoti, in processione nonostante le intemperie, si sparge la voce che il fercolo non effettuerà il normale percorso, facendo saltare il passaggio da piazza Palestro, e che si torna in cattedrale attraverso via Garibaldi. Voci smentite, poi, dai fatti, perché la processione ha continuato ad osservare il normale percorso. Intanto, le Candelore, scortate dal corpo dei Vigili urbani, hanno lasciato piazza dei Martiri, destinazione cattedrale dove sono state al sicuro dagli agenti atmosferici. Per il fercolo, invece, veloce passaggio da piazza Palestro, e da qui giù verso la pescheria. A mezzanotte il passaggio sotto gli archi della marina, con la cosiddetta “calata”, ma mentre venivano stese le corde lungo via Dusmet per consentire alla Santa di fare ritorno a Porta Uzeda, ecco arrivare un’altra volta la pioggia. Forte e incessante, con il capo vara che prova ad accelerare le operazioni. Poi, alle 00.38, il passaggio sotto Porta Uzeda, con l’ingresso in piazza Duomo, e alle 00.54, dopo un giro durato ben 17 ore, il rientro in cattedrale dello scrigno e del busto reliquiario di Sant’Agata che sono stati riposti nel sacello. Si è concluso così un giro esterno del tutto particolare e, a memoria d’uomo, piuttosto anomalo. Le previsioni per la giornata di oggi, martedì 5 febbraio, non promettono nulla di buono, con la Protezione civile che ha diramato l’allerta arancione. Si vedrà nelle prossime ore.

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