Catania, Sant’Agata è tornata fra la sua gente. Nel pomeriggio la suggestiva salita dei Cappuccini

CATANIA – Neanche le intemperie hanno fermato il popolo dei cosiddetti “sacchi bianchi” che, come ogni anno, sono accorsi in cattedrale per salutare la loro amata Agata. E la Santa, dopo una lunga attesa iniziata dopo la fine dei festeggiamenti del 17 agosto scorso, è apparsa in tutta la sua bellezza. Alle 5.20, infatti, le invocazioni dei devoti hanno accarezzato le spesse mura del duomo di Catania, quando il busto reliquiario di Sant’Agata è uscito dal sacello. Ha fatto seguito la Messa dell’Aurora, officiata dall’Arcivescovo di Catania, Monsignor Salvatore Gristina. Poi le emozionanti fasi d’uscita dalla cattedrale dello scrigno e del busto che, accolti dai fuochi d’artificio, hanno fatto capolino su una affollata piazza Duomo. E’ risuonato il tradizionale grido “semu tutti devoti tutti”, mentre i fedeli salutavano la vergine e martire agitando ritmicamente i fazzoletti bianchi. Momenti sempre emozionanti che hanno accompagnato, insieme al suono a festa delle campane, le delicate operazioni di fissaggio delle sacre reliquie al fercolo processionale, sotto l’occhio attento del capo vara, Claudio Consoli, e dei suoi più stretti collaboratori. Poi, il messaggio alla città del parroco della cattedrale, Monsignor Barbaro Scionti che, come tradizione vuole, ha affidato ai devoti le reliquie di Sant’Agata. “Vi consegno per questi giorni – ha esordito – le sacre reliquie della nostra amata Patrona. Portatele con amore e con onore”. Poi il fercolo ha iniziato il suo lento incedere verso Porta Uzeda, oltrepassata la quale sono stati stesi i cordoni lungo tutta via Dusmet. Ha preso così il via quello che, nel gergo della festa, viene definitivo “giro esterno” che percorrerà i quartieri popolari di Catania. Vari i momenti di riflessione e preghiera, guidati dagli “Amici del Rosario”. In piazza Martiri, altro momento toccante, con l’omaggio a Sant’Agata dei disabili dell’associazione “Come ginestre”. Nel primo pomeriggio, la sosta in piazza Carlo Alberto. Da qui la processione proseguirà verso piazza Stesicoro dove l’Arcivescovo Gristina pronuncerà la sua omelia alla città. Seguirà la tradizionale salita dei Cappuccini. Poi il fercolo raggiungerà la chiesa di Sant’Agata la Vetere, l’antica cattedrale di Catania, dove verranno celebrati i Vespri solenni. Il giro proseguirà lungo via Plesbiscito e, a notte fonda, raggiungerà piazza Palestro dove saranno esplosi gli immancabili fuochi del Fortino. La processione, poi, farà tappa alla pescheria e, percorrendo la cosiddetta “calata della marina”, raggiungerà nuovamente Porta Uzeda. Da qui, quando sarà già giorno fatto, il fercolo farà ingresso in piazza Duomo. Il busto reliquiario di Sant’Agata e lo scrigno faranno rientro in cattedrale, concludendo così il giro esterno.

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