Sicilia. All’Ars scoppia il caso portaborse: sono in 162 per 70 deputati

L’Assemblea siciliana torna a far parlare di sé. E non in termini positivi.
A far discutere è l’esorbitante numero del personale esterno assunto dai 70 deputati in carica a Palazzo dei Normanni. Un esercito di 226 collaboratori tra portaborse, esperti, consulenti e personale stabilizzato (i precari storici inseriti nell’elenco speciale al quale attingere ad inizio legislatura) di cui 162 (88 portaborse e 74 stabilizzati) assistono i gruppi parlamentari e 64 lavorano negli staff dei nove componenti del Consiglio di presidenza. Altri 20 poi sono alle dipendenze del presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè. Talmente tanti che hanno superato i dipendenti dell’amministrazione che sono “solo” 177. Criticità anche sulle modalità d’inquadramento. Una ventina di unità (forse molti di più) sono state assunte come colf, in quanto il contratto da collaboratore domestico permette di pagare meno oneri previdenziali rispetto alla tipologia D6, quella imposta dalla legge di recepimento del decreto Monti, che destina 58mila euro ad ogni singolo parlamentare per circondarsi di ulteriori esperti. Si scopre poi che la distribuzione degli incarichi il più delle volte non avviene per merito ma è frutto di “onorevoli parentele”: si va dalla figlia del consigliere comunale assunta come addetta all’antincendio alla portaborse con terza media e stipendio da dirigente. Ma c’è anche il genero di un ex parlamentare, un ex consigliere comunale, un ex presidente di Parco e persino alcuni ex deputati regionali non rieletti. Le assunzioni fuori controllo hanno richiesto l’intervento della Corte dei Conti che ha convocato i capigruppo per chiedere la modifica dei contratti in essere. E’ emerso infatti che Forza Italia ha 32 portaborse per 13 deputati, il M5S 24 per 20 deputati, il Pd 34 per 11 e i Popolari 21 per 6. Tutti hanno garantito che si adegueranno quanto prima ai dettami della Corte. Sul caso è intervenuto anche Miccichè che ha dichiarato che dall’anno prossimo si premurerà di tagliare la somma destinata a ogni singolo parlamentare.

Carlo Spadaro

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