Alì Terme, il sindaco Marino esclude passi indietro: “Pronto a ricandidarmi”

ALI’ TERME. Doveva essere l’incontro rappacificatore che avrebbe dovuto sancire la ritrovata armonia tra il sindaco Giuseppe Marino e il gruppo “Alì Terme nel cuore”. Invece  gli artefici della riunione, il presidente del Consiglio Lorenzo Grasso e il vicesindaco Piero Caminiti, saranno rimasti profondamente delusi. Il primo cittadino ha partecipato all’incontro, che “casualmente” è stato organizzato nello stabilimento termale di sua proprietà, mostrandosi fermo e deciso sulla sua posizione: Marino ha confermato la volontà di ricandidarsi e tentare di conquistare il secondo mandato, escludendo di fatto un eventuale passo indietro in favore del suo vice Caminiti. Contrariamente a quanto aveva fatto intendere il presidente Grasso nei giorni scorsi, i rapporti tra il sindaco e i suoi ormai ex alleati rimangono tesi. Anzi, tesissimi,  in quanto chi ha partecipato all’incontro giura che se Marino dovesse decidere di rinunciare alla candidatura  rimarrebbe fuori dalla contesa elettorale senza appoggiare nessuno. La presa di posizione del primo cittadino che più volte ha rimarcato di “essersi sentito pugnalato alle spalle dai suoi compagni di squadra che arbitrariamente, e  quasi di nascosto, avrebbero deciso di lanciare la candidatura di Caminiti”,  ha mandato a monte i piani e le strategie di Grasso e compagni. Il presidente del Consiglio ormai da tempo tenta di ricucire i rapporti con Giuseppe Marino, portatore di un cospicuo bottino di voti che farebbe gola a chiunque. Negli ultimi giorni sembrava che l’armonia tra i due fosse tornata: “I rapporti sono distesi” aveva detto Grasso che però è stato seccamente smentito dal primo cittadino che non arretra e al contrario rilancia una sua candidatura. Certamente la situazione per il gruppo “Alì Terme nel cuore” si fa complessa e numericamente rischiosa: il consenso di Marino è sempre stato determinante. E adesso sembra essere venuto meno. Ma le “grane” della squadra di maggioranza ( o di ciò che ne rimane) non finiscono qui perche se è vero che Grasso e compagni continuano a dire che “il candidato a sindaco lo sceglierà il gruppo”, è altrettanto vero che il presidente del Consiglio non ha mai nascosto la predilezione per Caminiti.  Ma ufficializzare il nominativo dell’attuale vicesindaco potrebbe non essere così semplice perché bisognerebbe bypassare anche  il “nodo” legato a “Sicilia Vera”, partito del deputato regionale Cateno De Luca,  di cui Grasso e, probabilmente Caminiti, faranno parte. Secondo le regole dettate dallo statuto, il candidato sindaco di Sicilia Vera dovrà essere scelto con una votazione interna al comitato cittadino, che verrà ufficializzato domenica mattina e che conta già oltre 50 iscritti. Fin qui tutto chiaro: la domanda che sorge spontanea è come faranno Grasso, Caminiti e lo stesso ex capogruppo di maggioranza Tommaso Micalizzi a convivere con l’ex consigliere comunale di minoranza Francesco Gregorio , “deluchiano” dell’ultima ora? Se dal comitato dovesse uscire il nome di Gregorio come candidato sindaco, come si comporterebbero Grasso e compagni? E se gli iscritti scegliessero Caminiti? Gregorio si allineerebbe? Difficile pensarlo in quanto le due fazioni sono sempre state politicamente agli antipodi. Di sicuro il deputato regionale De Luca dovrà decidere il da farsi anche se appare presuntuoso voler modificare lo scacchiere politico locale dall’esterno, imponendo l’iscrizione al partito, o movimento politico che dir si voglia, e non accettando invece una semplice e sana condivisione di idee e progetti per poter correre insieme alle amministrative. Tant’è. Al momento sotto la stessa bandiera, quella di Sicilia Vera, si ritrovano maggioranza ed ex opposizioni: una vera accozzaglia che difficilmente riuscirà a trovare una sintesi.

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