Fiumedinisi. Esposto-denuncia alla Procura del sindaco Rasconà contro il gruppo di minoranza

FIUMEDINISI – Il sindaco, Alessandro Rasconà, ha presentato, tramite i carabinieri della locale stazione, un esposto-denuncia alla Procura della
Repubblica di Messina contro il gruppo di minoranza, di cui fanno parte Nino Maisano, Orazio De Francesco, Francesco Repici e Gaetano Ricca. Rasconà,
infatti, ha così inteso respingere le pesanti critiche espresse dai suoi avversari all’amministrazione da lui guidata nel corso di alcune sedute
consiliari perché li classifica ”diffamatorie e calunniose”. Stralci delle dichiarazioni dei quattro dell’opposizione erano state poi pubblicate su
diversi quotidiani, giornali on line e tv private. Maisano, De Francesco, Repici e Ricca, avevano rivolto in particolare la loro attenzione sulla
prevista realizzazione di una struttura polifunzionale del costo di oltre 3 milioni di euro destinata a mercato di prodotti tipici locali e
artigianato tradizionale per lanciare severe critiche all’amministrazione, accusandola di favorie così la ”cementificazione selvaggia e finanziamenti
speculativi”. Gli oppositori di Rasconà, dunque, avevano auspicato un intervento delle ”autorità competenti, ai vari livelli, a volgere lo sguardo
sulla modalità di gestione del Comune e in particolare sui finanziamenti”.
E sempre relativamente al Polifunzionale, il gruppo di minoranza aveva
sostenuto che le procedure di finanziamento concesso dalla Regione ”apparivano viziate”. Nell’esposto-querela, il sindaco Rasconà sottolinea inoltre
che i quattro dell’opposizione si erano detti pronti a voler esercitare una ”severa vigilanza su costi e spese di non chiara provenienza e
consistenza”. Le valutazioni dello schieramento di minoranza, evidenzia nella denuncia il primo cittadino Rasconà, non ”possono essere considerate quale legittimo esercizio del diritto di critica politica, trattandosi di affermazioni assolutamente non veritiere e di asserzioni oltremodo offensive, preordinate a determinare un grave discredito del sindaco, di tutta l’ammninistrazione e della comunità di Fiumedinisi”.
Per Rasconà, insomma, i rilievi della minoranza sono ”basate su una rappresentazione volutamente tendenziosa e falsa della realtà” con il solo fine di ‘screditare utilizzando espressioni chiaramente diffamatorie e potenzialmente calunniose”. Inoltre, Maisano, De Francesco, Repici e Ricca, avevano avuto modo di rimarcare che il bilancio 2015 e la relazione del sindaco, non erano ”veritieri perché non rappresentano la realtà”. Rasconà, che nella elezioni del 2012 era subentrato all’ex sindaco Cateno De Luca, dimessosi a seguito delle note vicende giudiziarie nelle quali era rimasto coinvolto, fa presente alla Procura che il castello di accuse dei consiglieri di minoranza sono ”frutto di una rappresentazione volutamente tendenziosa e falsa della realtà, rese in assenza di qualsiasi elemento probatorio né supportate da alcuna documentazione specifica”. L’iniziativa del sindaco Rasconà andrà, inevitabilmente, ad accresce il conflitto politico tra maggioranza e minoranza in vista della tornata elettorale della primavera del prossimo anno.

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