“Immigrato vuol dire fratello”, a Furci convegno organizzato dalla Fidapa

Si è svolto presso il Centro Diurno del Comune di Furci Siculo il convegno dal titolo “Il valore di sé e degli altri….Immigrato vuol dire fratello”, promosso dalla sez. Fidapa di S. Teresa Valle d’Agrò con la collaborazione dello SPRAR di Calatabiano e dell’I.I.S.S. “S. Pugliatti” sede di Furci Siculo. E’ stato più di un convegno, è stato l’incontro fra due realtà: gli studenti delle III classi dell’Istituto Superiore con i ragazzi immigrati dello SPRAR di Calatabiano. Dopo i saluti istituzionali della presidente Angela Muscolino, del Sindaco del comune di Furci Siculo Sebastiano Foti e della coordinatrice dell’I.I.S.S. di Furci Siculo, prof.ssa Graziella Cacciola, che ha portato il saluto del dirigente il prof. Luigi Napoli, la parola è passata al coordinatore dello SPRAR di Calatabiano Carmelo Brazzante. Quest’ultimo ha spiegato ai presenti cos’è e come funziona uno SPRAR, come si ottiene lo status di rifugiato per motivi politici o umanitari, come si procede all’integrazione linguistica e a quella lavorativa dei giovani immigrati. Momento di grande commozione è stato quello in cui gli ospiti, alcuni appena diciottenni, hanno raccontato i motivi che li hanno portati a lasciare la famiglia e la loro terra per raggiungere l’Italia, dove sperano in un futuro, che non è diverso da quello in cui sperano i nostri ragazzi. Non meno commovente e interessante è stata la presentazione degli elaborati degli studenti che attraverso poesie, video e disegni hanno mostrato la loro solidarietà ai giovani immigrati. “Mattinata indimenticabile, sostiene la presidente della Fidapa Angela Muscolino, per le testimonianze che i giovani immigrati, con grande sofferenza e dignità ci hanno donato. Racconti di giovani vite che hanno vissuto l’orrore della guerra e spesso delle torture che dovrebbero portare noi e i nostri ragazzi a riflettere sulle condizioni previlegiate in cui noi tutti viviamo. Ci proponiamo di ripetere l’incontro per far conoscere meglio la realtà dei centri di seconda accoglienza come lo SPRAR di Calatabiano ”.

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