Crocetta vara il quarto governo regionale

Il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, può vantarsi di aver superato un record. In tre anni di governo (era il mese di ottobre del 2012 quando venne eletto) ha cambiato 4 governi e 42 assessori. Vale a dire in media più di un assessore al mese. Anche questo quarto governo, varato ieri, non mostra segnali di lunga durata. Vediamo, intanto chi sono i nuovi e vecchi assessori. Ecco i nomii: Mariella Lo Bello Vicepresidente e Assessore per le attivita’ produttive; Antonello Cracolici Assessore per l’agricoltura, sviluppo rurale e della pesca mediterranea – PD; Giovanni Pistorio Assessore per le infrastrutture e la mobilita’; Maurizio Croce Assessore per il territorio e ambiente – Sicilia futura; Cleo Li Calzi Assessore per il turismo, sport e spettacolo; Baldo Gucciardi Assessore per la salute – PD; Gianluca Micciche’Assessore per la famiglia, politiche sociali e lavoro – centro; Alessandro Baccei Assessore per l’economia – PD; Carlo Vermiglio Assessore per i beni culturali e l’identita’ siciliana – centro; Vania Contrafatto Assessore per l’energia e i servizi di pubblica utilita’ – PD; Bruno Marziano Assessore per l’istruzione e la formazione professionale- PD; Antonio Fiumefreddo – Assessore delle autonomie locali e funzione pubblica – PD. Sette sono, dunque, i riconfermati e 5, per così dire, i volti nuovi. Dopo giorni e giorni di trattative con i partiti, Crocetta, com’è suo stile di vita (cioè dire una cosa e farne un’altra) ha deciso in autonomia, fregandosene dei suggerimenti dei partiti che sostengono, si fa per dire, la sua azione politica. Alla vigilia del rimpasto tutti, compreso Crocetta, erano d’accordo per varare un governo politico e il Pd aveva fornito la sua lista. Ma il presidente, com’è solito fare, ha combinato un pasticcio. La reazione del segretario del Pd, Fausto Raciti, non si è fatta attendere. “Siamo sicuri – ha detto – che si tratti di un errore”. Così Crocetta ha fissato per domani un ulteriore incontro. Al di là di quello che sarà deciso, c’è da dire che la situazione in Sicilia è davvero insostenibile per i siciliani. Ma nessuno sembra accorgersene. O meglio anche se l dicono, non fanno nulla per modificare la situazione. Non abbiamo la presunzione di dire che le colpe di questo disastro siciliano siano tutte e solo di Crocetta, né siamo sicuri che dopo di lui la situazione siciliana cambierà in meglio. Ma una cosa è certa: così non può continuare. E allora a chi giova tenere in piedi un governo regionale che fa acqua da tutte le parti? Certamente non ai siciliani. Ma giova ai magnifici 90, che siedono saldamente sugli scranni del’Ars. Sanno, infatti, che la maggior parte di loro potrebbe non ritornare al prossimo giro. E Renzi? Perché non interviene come ha fatto a Roma? Forse perché a Roma ha potuto mandare un suo commissario per alcuni mesi, mentre in Sicilia si andrebbe al voto subito. E il Pd non è pronto. Sanno infatti che le elezioni subito spianerebbe la strada ai cinquestelle. E prende tempo. Forse non sa che la Sicilia delle autostrade crollate, del dissesto idrogeologico, delle frane che isolano intere comunità e lasciano senza acqua una città come Messina di tempo non ha più.

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