Alì Terme sotto choc per la tragica morte di Andrea Tringali e Stefania Ardì

NEL TG 90 DI OGGI LE INTERVISTE A CARMELO TRINGALI, FRATELLO DI ANDREA, E AL SINDACO DI ALI’ TERME, GIUSEPPE MARINO

Omicidio-suicidio. Gli inquirenti hanno pochi dubbi e a questa ricostruzione sono giunti dopo aver passato al setaccio la scena del crimine: un parcheggio della zona artigianale di Roccalumera, in contrada Piana. E’ lì che in due auto, l’una ferma accanto all’altra, sono stati trovati i corpi senza vita di due giovani di Alì Terme, Andrea Tringali, 33 anni, titolare di un’agenzia di pompe funebri, e Stefania Ardì, 21 anni, studentessa universitaria. Il dramma si è consumato nel primo pomeriggio di ieri. I due giovani avevano scelto quel posto per una discussione chiarificatrice lontana da occhi indiscreti dopo che qualche mese fa la loro storia d’amore, lunga sette anni, si era interrotta. Un rapporto travagliato che Stefania aveva chiuso, avvicinandosi ad un nuovo fidanzato. Secondo la prima ricostruzione dei carabinieri, che hanno sentito anche alcuni testimoni, Andrea, al culmine di una discussione animata, ha estratto una pistola, una beretta calibro 9 detenuta regolarmente per uso sportivo, e ha fatto fuoco contro la ex fidanzata. Poi è tornato nella sua auto, una Lancia Lybra di colore azzurro, togliendosi la vita con un colpo alla tempia destra. L’arma è stata ritrovata incastrata tra il sedile e il frano a mano. Cinque in tutto sono stati i colpi esplosi. Uno di questi ha centrato la tempia sinistra della ragazza, ritrovata dalle forze dell’ordine riversa sul volante della sua Renault Megane Scenic di colore grigio, con il motore ancora acceso. Un altro colpo ha attraversato il parabrezza della Lancia Lybra di Tringali, mentre sulla coscia della giovane sono stati riscontrati segni di bruciatura, forse dovuti alla caduta del bossolo. Dopo l’allarme, sul posto sono giunti l’ambulanza del 118 proveniente da S. Teresa di Riva: ma il medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso dei due giovani. Sui luoghi sono giunte numerose gazzelle dell’Arma. I rilievi sono stati effettuati dai carabinieri del Ris. Dopo l’arrivo del medico legale, Elvira Ventura Spagnolo, per un primo esame dei corpi e il via libera dei magistrati della Procura di Messina, con in testa il sostituto procuratore Antonio Carchietti, le salme sono state rimosse per essere trasportate nell’obitorio del Policlinico di Messina, mentre le due auto sono state sequestrate per ulteriori accertamenti. Posta sotto sequestro anche l’arma che sarà sottoposta a perizia balistica, così come i resti dei proiettili, per chiarire ogni ulteriore dubbio sulla dinamica. Già oggi, probabilmente, il sostituto procuratore Carchietti, che coordina le indagini, affiderà i prossimi accertamenti da eseguire.

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