Torrenti a rischio, preoccupano le condizioni del Mastroguglielmo e del Leto

Con le prime piogge i torrenti tornano a far paura. E i bollettini di allerta meteo che si sono succeduti in questi giorni hanno contribuito ad alimentare lo stato di ansia diffuso tra la popolazione di quei paesi che sorgono a ridosso dei corsi d’acqua. Nella memoria degli aliesi è ancora vivo il ricordo di quel 25 ottobre 2007 quando il Mastroguglielmo, che taglia in due il centro abitato di Alì Terme, straripò trascinando a valle auto e detriti. Il fango invase abitazioni e negozi e solo fortunatamente si evitarono vittime. Sono trascorsi sette anni ma quel torrente non è stato ancora messo in sicurezza, nonostante la Protezione civile abbia in cassa dal 2010 un milione e 300 mila euro. Deve accadere il peggio prima che la Protezione civile redigga un progetto stralcio degli interventi per mettere in sicurezza il Mastroguglielmo? Con l’aggravante che da 4 anni c’è la disponibilità economica. “Il rischio è molto alto – sottolinea il vicesindaco Pietro Caminiti – bisogna fare presto”. Ma a far slittare ulteriormente  i tempi potrebbe essere Rfi che rivendica dalla Protezione civile la ricostruzione del ponte della ferrovia che scavalca il torrente per allargare  sottopasso evitando cosi l’ostruzione in caso di piena del Mastroguglielmo . Una questione tutta da definire perché Rfi non ha intenzione di contribuire economicamente al ripristino del ponte  ne di interrompere il tratta ferroviaria durante gli eventuali lavori. A far luce sulla vicenda il vertice in programma per lunedì 10 novembre con Rfi e Protezione civile. “Nel frattempo – conclude Caminiti- sarebbe opportuno utilizzare le risorse economiche disponibili per avviare i lavori a monte che sono stati già appaltati”. Apprensione generano anche le condizioni del torrente Leto. Il violento nubifragio che si abbattuto nei giorni scorsi su Letojanni ha ridestato il ricordo dell’esondazione del torrente avvenuta tre anni addietro.  Nonostante i lavori di risagomatura dell’alveo eseguiti lo scorso anno dal Dipartimento di protezione civile il Leto resta insidioso vista la tipologia di interventi. Nell’intento di rafforzare le sponde no è stato fatto altro che spostare dal centro ai lati il materiale alluvionale che si era accumulato nel tempo. Un provvedimento tampone che lascia il torrente Leto e la cittadina di Letojanni  nell’insicurezza più assoluta.  Una corsa contro il tempo quindi per mettere in sicurezza le decine di torrenti che costellano la riviera jonica. Intanto, il Genio civile ha in programma  “una serie di sopralluoghi  da parte di tecnici sui corsi d’acqua della nostra provincia  finalizzati alla redazione delle necessarie perizie per interventi da parte del Dipartimento regionale Territorio e ambiente”.

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