Alì. Case albergo nel degrado, un’occasione di rilancio turistico mancata

ALI’ – Qualcuno lo definisce lo scandalo che passerà alla storia del piccolo centro collinare. Ci riferiamo alle case albergo del centro storico, da tempo abbandonate, che rischiano di andare definitivamente in rovina se non si interviene in tempi brevi. In alcune di esse le tegole del tetto sono rotte e con i muri interni ormai anneriti dall’umidità. Sull’orlo della rovina anche gli arredi. Quelle case di proprietà del Comune, insomma, sono diventate negli anni monumenti di cattiva gestione e spreco di denaro pubblico. Molti anni addietro, grazie a soldi pubblici, molti soldi pubblici, il Comune aveva acquistato vecchi e cadenti fabbricati che erano stati rimessi a nuovo. La finalità era quella di affittarli a quanti volessero trascorrere un periodo di vacanza ad Alì. Insomma, poteva essere l’inizio di una operazione turistica interessante. Ma così non è stato. Le case albergo vennero poi date in gestione ad una cooperativa del luogo che non riuscì a ricavare utili sufficienti e decise quindi di chiudere battenti. I gestori, nel tempo, accumularono un debito di oltre 30 mila euro con il Comune e prima di riconsegnare le abitazioni, a conclusione di una trattativa, sborsarono appena 36 euro. La cooperativa, proprietaria di mobili e suppellettili vari occorrenti per arredare le case, riuscì a fare acquistare il mobilio al Comune. A conti fatti, la questione si chiuse con l’irrisoria somma liquidata a favore del Comune, che racimolò dalla cooperativa 36 euro dei 30 mila euro che gli erano dovuti. Questa è storia di qualche anno fa, quando alla guida dell’amministrazione c’era il sindaco Carmelo Satta e presidente del Consiglio l’attuale primo cittadino Pietro Fiumara. Adesso, però, lo scandalo continua nel vedere andare in rovina quelle case. Però, si sa, poichè i soldi non sono usciti dalle tasche dei politici locali ma dalle casse pubbliche rimpinguate dal sacrificio dei contribuenti, le accortezze nello spenderli non ci sono. E questo genera rabbia e disappunto. Il sindaco Pietro Fiumara dice intanto di essere pronto a recuperarle ma quando e con quali fondi non è dato sapere. La buona volontà, comunque, c’è. Anche se dalle parole ai fatti ci sono di mezzo problemi da superare

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