S. Teresa. Il sindaco De Luca: ”Un terzo del personale è composto da fannulloni’

SANTA TERESA DI RIVA – Oltre un terzo del personale dipendente del Comune rappresenta un «costo per la comunità e non produce alcune reale utilità». E’ uno dei passaggi più importanti contenuti nella relazione annuale del sindaco Cateno De Luca che, come è noto, sin dal suo insediamento ha avviato una completa revisione della macchina amministrativa. La metodologia di valutazione applicata è stata quella del controllo di gestione aziendale, con la trasformazione dell’attività complessivamente svolta dai dipendenti in una equazione quantità-tempo impiegato. Si è così riusciti a quantificare l’effettivo bisogno di risorse umane e strumentali occorrenti per lo svolgimento dei servizi. E sono emersi evidenti sprechi. «In definitiva – si legge ancora nella relazione – il costo improduttivo del personale dipendente è di circa un milione di euro all’anno». De Luca ha cercato di cambiare questo andazzo, riorganizzando gli uffici e internalizzando alcuni servizi. Perché «il messo comunale può fare anche l’autista o l’ausiliario del traffico», ha sempre sostenuto il primo cittadino.
Ma la risposta di alcuni dipendenti non è stata delle migliori. «A seguito dello spostamento di ufficio o di mansione alcuni si sono improvvisamente ammalati – ha scritto De Luca -, altri hanno impugnato i relativi atti. Ma noi non abbiamo intenzione di desistere». La riorganizzazione dell’Ente comunale sarà completata entro la fine dell’anno, quando sarà approvata la dotazione organica in relazione all’effettivo fabbisogno di personale per l’espletamento dei servizi comunali. «Mi auguro che nessun dipendente – ha aggiunto il sindaco -, alla fine di questo percorso, rientri in quella categoria che in gergo si chiama “zavorra”, nel senso che nonostante la disponibilità dell’Amministrazione ad individuare per ognuno il lavoro da svolgere non ci sia un atteggiamento di chiusura sulla scorta della convinzioni che comunque si è intoccabili».Il primo cittadino è ancora più esplicito: «La conclusione di questo percorso sarà comunque l’avvio delle procedure di messa in mobilità del personale in esubero in relazione ai nuovi posti che saranno confermati o istituiti per far fronte ai servizi comunali che l’Ente intende svolgere direttamente per ridurre i costi di gestione».

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