Taormina. La Curia conferma, don Salvatore Sinitò deve andare via

TAORMINA – L’arciprete don Salvatore Sinitò, dopo 5 anni di permanenza, dovrà lasciare Taormina su decisione della Curia, che ha confermato le voci del trasferimento del sacerdote circolate nei giorni scorsi. Ai primi di settembre sarà inviato un nuovo sacerdote. Un gruppo di fedeli, proprio 4 giorni addietro, aveva organizzato una fiaccolata di solidarietà al sacerdote con la speranza di un ripensamento dell’arcivescovo Calogero La Piana. Nulla da fare. Evidentemente per mons. La Piana non c’erano più le condizioni per lasciare padre Sinitò alla guida dell’arcipretura di Taormina. Probabilmente gli attestati di solidarietà e l’intromissione di pezzi della politica locale che hanno decantato le qualità del prete, hanno sortito se non l’effetto contrario ma sicuramente sono stati contropruducenti per tutta una serie di circostanze. A cominciare dall’involontaria ”pressione” esercitata sull’arcivescovo che, in ogni caso e comunque, non ha tenuto e non poteva tenere in considerazione le ”suppliche” di quella parte di taorminesi che voleva tenersi don Sinitò. Una brutta storia, scritta con pagine di pettegolezzi, insinuazioni, cattiverie. Con al centro il protagonista involontario, don Sinitò, ostaggio di una rete invisibile di dicerie, sorrisetti sarcastici e velenosi. Alla fine di questo racconto, rimane l’amaro della povertà umana espressa nella quaotidianità. Che distrugge anche i più forti. Ferite del corpo e dell’anima, che padre Sinitò si porterà dentro per sempre. Retorica? Forse. Probabilmente, si poteva evitare la scena pubblica  se don Sinitò avesse capito che il suo tempo a Taormina era ormai scaduto.

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