Taormina. Il caso Sinitò finisce sul “Corriere”. Secondo il giornalista la relazione con una donna alla base del trasferimento

TAORMINA – Che l’improvviso trasferimento dell’arciprete di Taormina padre Salvatore Sinitò fosse al centro del gossip locale era prevedibile. Ciò che davvero ha colto di sorpresa cittadini e fedeli è stato invece leggere un articolo sul quotidiano nazionale “Corriere della sera” interamente dedicato alla vicenda di Sinitò. Eppure così è stato. E mentre in Città no si parla d’altro il giornalista Paolo Valentino, con piccata ironia e intelligente simpatia, ha raccontato dalle colonne del quotidiano nazionale la tanto discussa storia di don Salvatore. Il titolo è abbastanza eloquente: “L’arciprete di Taormina e il caso della presunta amante”. Insomma dietro l’allontanamento voluto dall’Arcivescovo di Messina Mons Calogero La Piana ci sarebbe la frequentazione del parroco con una donna. Un caso che adesso è stato portato alla ribalta nazionale dal giornalista del corriere. La comunità religiosa intanto si divide: c’è chi difende strenuamente l’operato di padre Sinitò e chi invece storce il muso davanti a qualche domanda che riguarda la vita privata del parroco. Paolo Valentino riporta anche alcune frasi pronunciate dai fedeli, rigorosamente in dialetto siciliano: “L’autru ionnu era n’ta spiaggia cu idda” tuona una assidua frequentatrice della parrocchia. Forse chissà la stessa che ha denunciato tutto con una missiva inviata a Mons. La Piana. Insomma la vicenda sta assumendo una rilevanza nazionale. Però, va detto che l’azione pastorale svolta da Padre salvatore ha prodotto risultati importanti sul tessuto sociale taominese. E’ lo stesso giornalista ha passare in rassegna le opere di don Sinitò: ha dato vita ad un Consiglio Pastorale eletto dai fedeli – si legge nell’articolo – Ha ripulito e riaperto tutte le piccole chiese di Taormina, gioielli di architettura povera per anni completamente abbandonate. Ha restaurato il cinema parrocchiale. Ha ripreso dopo decenni la cadenza annuale per la festa di Pancrazio, il Santo dalla pelle scura patrono della città”. Di certo però dal 2009, anno del suo insediamento l’arciprete qualche critica l’aveva incassata: La Sovrintendenza gli aveva contestato i lavori di restauro a Santa Domenica e alla Madonna della Rocca, fatti senza autorizzazione, costringendolo a rimuovere alcune decorazioni. Poi c’era quella storia dei funerali, che Don Salvatore ha deciso di non accompagnare più fino al cimitero. E qualcuno ha storto il naso di fronte alla sua gestione manageriale del business dei matrimoni. Taormina ne ospita in media quasi 1 al giorno, oltre 350 ogni anno, nella bellissima Basilica Ma i proventi – sottolinea Paolo Valentino – sono stati sempre spesi a maggior gloria dell’Arcipretura. La delicata questione è approdata anche in Consiglio Comunale, dove il consigliere di minoranza Nunzio Corvaja ha preso le difese dell’Arciprete. Sul Corriere ce n’è anche per lui. “ un esponente di opposizione, forse dimentico del precetto evangelico di separare le cose di Cesare da quelle di Dio, – scrive il giornalista – ha chiesto un intervento del Comune presso la Curia per chiarire la posizione del parroco”. Insomma mentre il pettegolezzo imperversa tra i bar, sulle spiagge e nei negozi taorminesi, l’addio di don Salvatore appare imminente, forse il 18 agosto. L’Arcivescovo sarebbe irremovibile: “Se ne deve andare” – avrebbe detto.

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