Alì Terme. Rete civica fantasma, la minoranza invia una nota alla Procura della Corte dei Conti

ALI’ TERME – Rete civica comunale fantasma ancora sotto i riflettori. Stavolta la questione esce però dal dibattito politico e di lettura contabile delle ”carte” in sede locale. Il gruppo di minoranza ”Costruiamo futuro” ha infatti inviato una nota alla Procura della Corte dei Conti di Palermo e all’assessorato regionale Bilancio e tesoro nella quale vengono elencate le varie tappe della vicenda-scandalo: dalla realizzazione della Rete denominata ”Valle del Nisi-Area delle Terme”, per la quale sono stati spesi circa 600 mila euro ottenuti nel 2004 dall’allora amministrazione del sindaco Lorenzo Grasso con fondi europei, alla mancata attivazione su internet prevista sei anni fa. Ai magistrati della Corte dei conti e ai funzionari dell’assessorato lo schieramento d’opposizione chiede che ”stante la mancata attivazione del portale e ritenuti non soddisfacenti i chiarimenti forniti dall’attuale primo cittadino Giuseppe Marino, di voler accertare l’esistenza di eventuali profili di responsabilità”. Per la cronaca, nel 2008 Marino era assessore della Giunta Grasso che predispose e sottoscrisse alcuni degli atti amministrativi propedeutici alla realizzazione della Rete civica web. Nonostante una barcata di soldi spesi, di Rete neanche l’ombra e ciò è un esempio di ”cattiva gestione di fondi pubblici”, rimarcano nella nota i rappresentanti dell’opposizione Agata Di Blasi, Nino Melato, Laura Tringali e Teresa Vittiglio. Capofila della gestione del progetto era Alì Terme e all’iniziativa aderirono altri otto Comuni: Alì Superiore, Fiumedinisi, Itala, Mandanici, Nizza di Sicilia, Pagliara, Roccalumera e Scaletta Zanclea. Nel 2008 la Rete venne collaudata per essere inserita su internet. Ma questo non avvenne per motivi che, a tutt’oggi, non sono stati chiariti esaurientemente dai diretti protagonisti. Unica certezza incontestabile è quella che nessun utente dei nove comuni ha mai trovato traccia della Rete civica su internet, la cui finalità era quella di erogare servizi telematici finalizzati a migliorare i rapporti tra le istituazioni, i cittadini e le imprese. Proprio in questi giorni il comune di Alì Terme ha disdetto la linea Fastweb dedicata alla Rete civica fantasma il cui abbonamento costava ogni anno circa 3 mila e 800 euro. Ma nonostante tutto da qualche parte si continua a sostenere che prima o poi la Rete civica sarà attivata.

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