Alì Terme. Lungomare-vergogna, biglietto da visita che sarà offerto in estate ai turisti

ALI’ TERME – Nel dire che il centro termale sia uno dei paesi del comprensorio ionico che a ragion veduta possa vantare legittime aspirazioni turistiche non si scopre nulla di nuovo. Altrettanto vero è però che poco o niente si fa per renderlo più accogliente. Abbiamo avuto già modo di fare cenno cenno al degrado in cui si trova il lungomare, fiore all’occhiello della cittadina termale e, probabilmente, l’unica e la più prestigiosa struttura che riveste ruolo insostituibile nel pianificare una strategia di rilancio turistico. Il ”salotto buono” di Alì Terme, però, a pochi mesi dall’arrivo della stagione estiva continua a presentare criticità varie, Insomma, una realtà vergognosa. Al contrario, la versione politica è strenuo tentativo di difesa di un operato che zoppica vistosamente. Tralasciamo di parlare ancora una volta di verde pubblico e aiuole, i cui interventi predisposti e già eseguiti non hanno risolto come ci si augurava lo stato di degrado in cui si trovano, per insistere invece sulle condizioni pietose di molti muri di recinzione e cancelli appartenenti ai privati, i cui terreni sono a ridosso sul lungomare. Muri degradati, cancelli arrugginiti, divelti o sostituiti con lamiere. Una situazione inaccettabile, indecorosa per un paese a vocazione turistica. Per rimediare a tutto ciò non sono necessarie risorse economiche pubbliche, ma una buona dose di determinazione della parte politica per imporre al privato di provvedere e far capire al contempo che ci sono regole che vanno assolutamente rispettate. A chi spetta il compito d’intervenire per dovere e responsabilità istituzionale? In primis all’assessore al decoro urbano Maria Rita Muzio. Ovviamente una parte la deve anche fare il sindaco Giuseppe Marino che più dei suoi diretti collaboratori, essendo imprenditore termale, dovrebbe ben comprendere l’importanza che riveste il lungomare in un contesto turistico, comparto che da anni continua a registrare preoccupanti cali di presenze. Nel tentativo di recuperare quanto è stato perduto, adesso bisogna partire daccapo, dalle cose più semplici e quindi di facile soluzione. E il lungomare rientra in questa strategia ma adesso, purtroppo, è un segnale non positivo su cui, forse, può essere opportuno porsi qualche interrogativo.

(Nella foto, l’assessore Muzio)

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