Lotte politiche per un incarico di sottogoverno, non eletto il vicepresidente dell’Unione dei Comuni delle Valli Ioniche

S. ALESSIO SICULO – Sono trascorsi cinque mesi dall’ultimo tentativo del Consiglio dell’Unione dei Comuni delle Valli joniche dei Peloritani (che abbraccia 12 paesi del comprensorio) di eleggere il vicepresidente. Altrettanti da quando la carica è rimasta vacante.
Una situazione d’impasse dalla quale l’assemblea potrebbe uscirne giovedì prossimo, data in cui è stata fissata la prossima riunione, alle 17.30, nell’aula consiliare di S. Alessio, con all’ordine del giorno la nomina della seconda carica del consesso. L’ultima fumata nera si era registrata a metà settembre. Per l’elezione del vicepresidente del Consiglio dell’ente sovracomunale si erano candidati in quattro: Melina Scarcella (Pagliara), Roberta Savoca (Savoca), Rosario Trischitta (S. Alessio) e Antonella Totaro (Roccalumera).
Scarcella e Savoca, le più votate, ottennero rispettivamente 7 e 6 preferenze, insufficienti per essere elette. Erano presenti 21 consiglieri su 26. Fu fissata una nuova riunione per il 23 ottobre, ma saltò tutto. Giovedì sarà la volta buona? Non è detto.
Il consigliere Rosario Trischitta (S. Alessio) ha proposto un ulteriore rinvio. «Non ha senso – sostiene – procedere a una nomina che potrebbe essere ripetuta nel volgere di pochi mesi, in quanto in primavera si voterà per le amministrative. E saremo chiamati comunque a rieleggere il presidente, considerato che quello attuale, Sebastiano Ravidà, sarà dichiarato decaduto poiché nel suo paese di provenienza, Mandanici, si vota».

Intanto divampano le polemiche. Cateno De Luca (nella foto), sindaco di S. Teresa, il Comune più importante dell’ente per numero di abitanti, dice con convinzione che «l’Unione delle Valli joniche non ha più ragione d’esistere». L’ente sovracomunale al momento abbraccia 12 Comuni: S. Alessio, S. Teresa, Forza d’Agrò, Limina, Antillo, Roccafiorita, Savoca, Casalvecchio, Furci, Mandanici, Pagliara e Roccalumera. Prima ne inglobava altri sei: Scaletta e Itala, che si sono consorziati a parte; Alì, Alì Terme, Nizza e Fiumedinisi, che hanno costituito l’Unione della Valle del Nisi. Fu proprio De Luca, nel 2009, allora sindaco di Fiumedinisi, a volere il nuovo ente, staccandosi dall’Unione delle Valli Joniche. Ma l’Unione del Nisi non è mai decollata.

 

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