La rete del gas metano nel comprensorio ionico, l’unità politica ha fatto l’impresa

ALI’ TERME – I 15 sindaci che hanno aderito al bacino ”Sicilia Ionico Peloritano” per la metanizzazione dei loro Comuni, possono dire, e stavolta a ragion veduta, di aver centrato un obiettivo di portata epocale. Da ricordare, comunque, anche l’impegno degli amministratori che negli ultimi anni hanno lasciato la scena politica locale. Mai come in questa occasione è stato dimostrato che in un’ottica di unità e collaborazione si possono raggiungere traguardi importanti come, appunto, quello della realizzazione di una rete di gas metano i cui lavori inizieranno nella primavera del nuovo anno e che interessano 15 Comuni tra Scaletta Zanclea e S. Alessio Siculo, compresi quelli collinari. La conclusione dei lavori, per un impegno di spesa di circa 110 milioni di euro, è prevista entro il 2016 ma per accendere i fornelli con il metano e dire addio alle tradizionali e pericolose bombole, sarà necessario attendere che vengano anche completate le diramazioni nei vari Comuni per consentire l’allaccio alle utenze. La mega opera, che per le sue caratteristiche tecniche e degli elevati costi ha pochi paragoni o, forse, nessuno nel comprensorio ionico messinese. I 110 milioni è somma stratosferica, inimmaginabile, se si considera che verrà spesa in piccoli Comuni che, mediamente, non superano i 2.500 abitanti, con due vicini ai 4 mila, ad eccezione di S. Teresa di Riva che sfiora i 10 mila abitanti. Ma ce ne sono pure con meno di 2 mila. I quindici Comuni messi assieme non superano i 37 mila abitanti, vale a dire quanti sono in un quartiere di una grande città. L’azione politica, dunque, mettendo da parte campanilismi, è riuscita a ”fare l’impresa”, probabilmente irripetibile nei prossimi decenni, seppur per altre tipologie di intereventi pubblici. Una cascata di milioni che, bisogna pur dirlo perchè lo impone la completezza d’informazione, porta la firma di Cateno De Luca, ex sindaco di Fiumedinisi e attualmente alla guida dell’amministrazione di S. Teresa Riva. Nel 2009 De Luca, non si lasciò sfuggire l’opportunità offerta da una circolare dell’assessorato regionale all’Industria, con la quale si invitavano i Comuni a predisporre progetti finalizzati al completamento della rete di metanizzazione in Sicilia, sfruttando risorse messe a disposizione dalla Comunità europea. De Luca, superando non poche difficoltà, compreso lo scetticismo iniziale di molti suoi colleghi, alla fine riuscì a costituire un consorzio con i quindici Comuni con capofila Fiumedinisi, che confluirono nel bacino ”Sicilia Ionico Peloritano”. Da quel tempo sono trascorsi quattro anni e in questa attesa, furono in tanti a sostenere che l’operazione-metano era da considerare un flop, un mezzo utilizzato per fini politici. Venne poi il momento dei fatti concreti con l’aggiudicazione dei lavori alla ”FinConsorzio” di Roma, che ha messo sul piatto investimenti per 110 milioni di euro, somma necessaria per garantire la realizzazione dell’opera. Secondo il project financing, il servizio di distribuzione del metano nei 15 Comuni della ionica, sarà gestito dall’impresa romana per 20 anni, a partire dalla data di collaudo della rete. Di recente, sono arrivati dalla Regione nelle casse delle amministrazioni 58 milioni, cifra che sarà integrata con 52 milioni della ”FinConsorzio” per raggiungere la cifra occorrente. ”I lavori dovrebbero partire – dice il sindaco di Fiumedinisi, avv. Alessandro Rasconà – contemporaneamente da due direzioni opposte, con l’apertura di cantieri a Scaletta Zanclea e a S. Alessio Siculo. La rete, che si estenderà per 75 chilometri – aggiunge Rasconà – verrà allacciata in territorio di Mandanici dove c’è la cabina del metanodotto nazionale della Snam che serve la zona dei Nebrodi. Saranno i paesi rivieraschi ad utilizzare per primi il gas metano perché la rete sarà completata con anticipo rispetto a quella dei centri collinari. Questi ultimi – sottolinea il sindaco – saranno poi collegati con tubazioni a pettine ai vari punti di adduzione”. Il sindaco Rasconà, comunque, intende soprattutto evidenziare che l’opera è volano di sviluppo sociale ed economico per il bacino ionico e che avrà interessanti ricadute occupazionali con l’impiego di tecnici, manutentori e manodopera specializzata per garantire la gestione della rete”. Sulla stessa lunghezza d’onda, l’assessore ai Lavori pubblici di Alì Terme, architetto Maria Rita Muzio, comprensibilmente soddisfatta anche perché il suo Comune, nel più ampio contesto di metanizzazione della Sicilia, risulta terzo in graduatoria per aver ottenuto quasi 5 milioni di euro: ”Al di là del risultato che ci lusinga – ha detto la Muzio – e che dimostra l’impegno politico da noi profuso nonché l’ottimo funzionamento dei nostri uffici nel predisporre le pratiche, voglio rimarcare che l’obiettivo che stiamo per raggiungere è da ritenere di grande valenza economica ma pure di conquista sociale in quanto ci consente di fruire di un servizio con energia pulita e a basso costo”.

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