Alì Terme. Multe ”aggiustate”, indgati due Vigili urbani e un’impegata

ALI’ TERME – Avrebbero escogitato dei sistemi per non far pagare a parenti, amici e conoscenti le contravvezioni per infrazioni al codice stradale. Ma sono finiti adesso nei guai l’allora comandante dei vigili urbani Fortunato Pistone, 58 anni, oggi in forza all’Ufficio anagrafe, l’ex suo vice Rosaria Toscano, 51 anni, oggi facente funzioni di comandante e l’impiegata comunale Giovanna  Ferrara,  50 anni. I tre sono indagati dalla magistratura per una lunga serie di reati commessi in concorso. Ben trentuno le contestazioni che vanno dall’abuso d’ufficio alla falsità materiale e ideologica, alla  soppressione, distruzione e occultamento di atti e truffa ai danni del Comune. In più a Pistone e alla Toscano è stata imposta  dal gip del Tribunale di Messina, Monica Marino, la misura cautelare dell’obbligo di presentarsi tre volte la settimana nella caserma dei carabinieri di Alì Terme. Il pm Alessia Giorgianni aveva chiesto l’arresto ai domicilari per Pistone, Toscano e la Ferrara, richiesta che, però, è stata rigettata dal giudice delle indagini preliminari. Le complesse e minuziose indagini sono state condotte dai carabinieri della stazione di Alì Terme, guidati dal luogotenente Salvatore Garufi. Era ormai da tempo che in paese girava con insistenza la voce secondo la quale il Comando della Polizia municipale avrebbe in diverse occasione favorito numerosi proprietari di auto, ai quali  erano state elevate contravvenzioni per infrazioni del codice della strada. Il più delle volte si trattava di divieti di sosta. E siccome i carabinieri, si sa,  una  ne pensano e cento ne fanno, hanno voluto vederci chiaro. Nel corso di un blitz negli uffici dei vigili  urbani e del Comune, poco più di un anno addietro, i militari dll’Arma avevano sequestrato una corposa documentazione relativa a  circa  900 multe. Era iniziato così da parte degli inquirenti un lavoro certosino per spulciare una ad una le  carte. Alla fine,  90 contravvenzioni sarebbero risultate ”aggiustate” per evitare di far pagare gli  ”amici degli amici”. Stando  a quanto emerso a conclusione del lavoro investigativo svolto dal luogotenente Garufi  e dai suoi colleghi dell’Arma di Alì Terme, il comandante dei vigili Pistone, il suo vice Rosaria Toscano avrebbero, tra l’altro, alterato i verbali modificando i numeri o le lettere della targa delle auto contravvenzionate  in assenza  dei  proprietari.  I due vigili, stando a quanto si legge nel provvedimento emesso dal gip, avrebbero, il più delle volte, fatto ricorso  ad un semplice ma efficace stratagemma. E così, ad esempio, ”1” diventava ”7” o una ”V” doppia ”W”. Di conseguenza, una volta effettuato un riscontro al Pra per risalire al proprietario, si scopriva che la marca, il modello e  targa dell’autovettura non  corrispondevano ai dati riportati sul verbale originale elevato dai vigili urbani. In pratica, una ”500” con l’alterazione di numeri e lettere si ”trasformava” in Fiat Uno.Una contraddizione in termini per cui l’annullamento della multa era automatico. Tra quelle ”cancellate” o ridotte in carta straccia, risulterebbe  una contravvenzione elevata all’ex direttore generale  del comune termale. Ma,  da quanto emerso, i sistemi adottati dal  comandante Pistone e dal vicecomondante dei vigili,  Rosaria Toscano,  non si sarebbero limitati solo ad alterare le targhe. Infatti,  sempre  stando a  quanto si legge nel provvedimento emesso dal magistrato, si sarebbe fatto  ricorso ad altri ”trucchi”. In questa operazione di ”smacchiamento”, l’istruttore amministrativo Giovanna  Ferrara si sarebbe limitata a trascrivere a ruolo i verbali. Adesso,  giocoforza, il Comune  dovrà  costituirsi parte  civile per il danno ecomico e d’immagine subito. Nel contempo, però, potrebbero scattare altre iniziative disciplinari nei confronti dei tre dipendenti.     ALI’ TERME – Avrebbero escogitato dei sistemi per non far pagare a parenti, amici e conoscenti le contravvezioni per infrazioni al codice stradale. Ma sono finiti adesso nei guai l’allora comandante dei vigili urbani Fortunato Pistone, 58 anni, oggi in forza all’Ufficio anagrafe, l’ex suo vice Rosaria Toscano, 51 anni, oggi facente funzioni di comandante e l’impiegata comunale Giovanna  Ferrara,  50 anni. I tre sono indagati dalla magistratura per una lunga serie di reati commessi in concorso. Ben trentuno le contestazioni che vanno dall’abuso d’ufficio alla falsità materiale e ideologica, alla  soppressione, distruzione e occultamento di atti e truffa ai danni del Comune. In più a Pistone e alla Toscano è stata imposta  dal gip del Tribunale di Messina, Monica Marino, la misura cautelare dell’obbligo di presentarsi tre volte la settimana nella caserma dei carabinieri di Alì Terme. Il pm Alessia Giorgianni aveva chiesto l’arresto ai domicilari per Pistone, Toscano e la Ferrara, richiesta che, però, è stata rigettata dal giudice delle indagini preliminari. Le complesse e minuziose indagini sono state condotte dai carabinieri della stazione di Alì Terme, guidati dal luogotenente Salvatore Garufi. Era ormai da tempo che in paese girava con insistenza la voce secondo la quale il Comando della Polizia municipale avrebbe in diverse occasione favorito numerosi proprietari di auto, ai quali  erano state elevate contravvenzioni per infrazioni del codice della strada. Il più delle volte si trattava di divieti di sosta. E siccome i carabinieri, si sa,  una  ne pensano e cento ne fanno, hanno voluto vederci chiaro. Nel corso di un blitz negli uffici dei vigili  urbani e del Comune, poco più di un anno addietro, i militari dll’Arma avevano sequestrato una corposa documentazione relativa a  circa  900 multe. Era iniziato così da parte degli inquirenti un lavoro certosino per spulciare una ad una le  carte. Alla fine,  90 contravvenzioni sarebbero risultate ”aggiustate” per evitare di far pagare gli  ”amici degli amici”. Stando  a quanto emerso a conclusione del lavoro investigativo svolto dal luogotenente Garufi  e dai suoi colleghi dell’Arma di Alì Terme, il comandante dei vigili Pistone, il suo vice Rosaria Toscano avrebbero, tra l’altro, alterato i verbali modificando i numeri o le lettere della targa delle auto contravvenzionate  in assenza  dei  proprietari.  I due vigili, stando a quanto si legge nel provvedimento emesso dal gip, avrebbero, il più delle volte, fatto ricorso  ad un semplice ma efficace stratagemma. E così, ad esempio, ”1” diventava ”7” o una ”V” doppia ”W”. Di conseguenza, una volta effettuato un riscontro al Pra per risalire al proprietario, si scopriva che la marca, il modello e  targa dell’autovettura non  corrispondevano ai dati riportati sul verbale originale elevato dai vigili urbani. In pratica, una ”500” con l’alterazione di numeri e lettere si ”trasformava” in Fiat Uno.Una contraddizione in termini per cui l’annullamento della multa era automatico. Tra quelle ”cancellate” o ridotte in carta straccia, risulterebbe  una contravvenzione elevata all’ex direttore generale  del comune termale. Ma,  da quanto emerso, i sistemi adottati dal  comandante Pistone e dal vicecomondante dei vigili,  Rosaria Toscano,  non si sarebbero limitati solo ad alterare le targhe. Infatti,  sempre  stando a  quanto si legge nel provvedimento emesso dal magistrato, si sarebbe fatto  ricorso ad altri ”trucchi”. In questa operazione di ”smacchiamento”, l’istruttore amministrativo Giovanna  Ferrara si sarebbe limitata a trascrivere a ruolo i verbali. Adesso,  giocoforza, il Comune  dovrà  costituirsi parte  civile per il danno ecomico e d’immagine subito. Nel contempo, però, potrebbero scattare altre iniziative disciplinari nei confronti dei tre dipendenti.     ALI’ TERME – Avrebbero escogitato dei sistemi per non far pagare a parenti, amici e conoscenti le contravvezioni per infrazioni al codice stradale. Ma sono finiti adesso nei guai l’allora comandante dei vigili urbani Fortunato Pistone, 58 anni, oggi in forza all’Ufficio anagrafe, l’ex suo vice Rosaria Toscano, 51 anni, oggi facente funzioni di comandante e l’impiegata comunale Giovanna  Ferrara,  50 anni. I tre sono indagati dalla magistratura per una lunga serie di reati commessi in concorso. Ben trentuno le contestazioni che vanno dall’abuso d’ufficio alla falsità materiale e ideologica, alla  soppressione, distruzione e occultamento di atti e truffa ai danni del Comune. In più a Pistone e alla Toscano è stata imposta  dal gip del Tribunale di Messina, Monica Marino, la misura cautelare dell’obbligo di presentarsi tre volte la settimana nella caserma dei carabinieri di Alì Terme. Il pm Alessia Giorgianni aveva chiesto l’arresto ai domicilari per Pistone, Toscano e la Ferrara, richiesta che, però, è stata rigettata dal giudice delle indagini preliminari. Le complesse e minuziose indagini sono state condotte dai carabinieri della stazione di Alì Terme, guidati dal luogotenente Salvatore Garufi. Era ormai da tempo che in paese girava con insistenza la voce secondo la quale il Comando della Polizia municipale avrebbe in diverse occasione favorito numerosi proprietari di auto, ai quali  erano state elevate contravvenzioni per infrazioni del codice della strada. Il più delle volte si trattava di divieti di sosta. E siccome i carabinieri, si sa,  una  ne pensano e cento ne fanno, hanno voluto vederci chiaro. Nel corso di un blitz negli uffici dei vigili  urbani e del Comune, poco più di un anno addietro, i militari dll’Arma avevano sequestrato una corposa documentazione relativa a  circa  900 multe. Era iniziato così da parte degli inquirenti un lavoro certosino per spulciare una ad una le  carte. Alla fine,  90 contravvenzioni sarebbero risultate ”aggiustate” per evitare di far pagare gli  ”amici degli amici”. Stando  a quanto emerso a conclusione del lavoro investigativo svolto dal luogotenente Garufi  e dai suoi colleghi dell’Arma di Alì Terme, il comandante dei vigili Pistone, il suo vice Rosaria Toscano avrebbero, tra l’altro, alterato i verbali modificando i numeri o le lettere della targa delle auto contravvenzionate  in assenza  dei  proprietari.  I due vigili, stando a quanto si legge nel provvedimento emesso dal gip, avrebbero, il più delle volte, fatto ricorso  ad un semplice ma efficace stratagemma. E così, ad esempio, ”1” diventava ”7” o una ”V” doppia ”W”. Di conseguenza, una volta effettuato un riscontro al Pra per risalire al proprietario, si scopriva che la marca, il modello e  targa dell’autovettura non  corrispondevano ai dati riportati sul verbale originale elevato dai vigili urbani. In pratica, una ”500” con l’alterazione di numeri e lettere si ”trasformava” in Fiat Uno.Una contraddizione in termini per cui l’annullamento della multa era automatico. Tra quelle ”cancellate” o ridotte in carta straccia, risulterebbe  una contravvenzione elevata all’ex direttore generale  del comune termale. Ma,  da quanto emerso, i sistemi adottati dal  comandante Pistone e dal vicecomondante dei vigili,  Rosaria Toscano,  non si sarebbero limitati solo ad alterare le targhe. Infatti,  sempre  stando a  quanto si legge nel provvedimento emesso dal magistrato, si sarebbe fatto  ricorso ad altri ”trucchi”. In questa operazione di ”smacchiamento”, l’istruttore amministrativo Giovanna  Ferrara si sarebbe limitata a trascrivere a ruolo i verbali. Adesso,  giocoforza, il Comune  dovrà  costituirsi parte  civile per il danno ecomico e d’immagine subito. Nel contempo, però, potrebbero scattare altre iniziative disciplinari nei confronti dei tre dipendenti.     ALI’ TERME – Avrebbero escogitato dei sistemi per non far pagare a parenti, amici e conoscenti le contravvezioni per infrazioni al codice stradale. Ma sono finiti adesso nei guai l’allora comandante dei vigili urbani Fortunato Pistone, 58 anni, oggi in forza all’Ufficio anagrafe, l’ex suo vice Rosaria Toscano, 51 anni, oggi facente funzioni di comandante e l’impiegata comunale Giovanna  Ferrara,  50 anni. I tre sono indagati dalla magistratura per una lunga serie di reati commessi in concorso. Ben trentuno le contestazioni che vanno dall’abuso d’ufficio alla falsità materiale e ideologica, alla  soppressione, distruzione e occultamento di atti e truffa ai danni del Comune. In più a Pistone e alla Toscano è stata imposta  dal gip del Tribunale di Messina, Monica Marino, la misura cautelare dell’obbligo di presentarsi tre volte la settimana nella caserma dei carabinieri di Alì Terme. Il pm Alessia Giorgianni aveva chiesto l’arresto ai domicilari per Pistone, Toscano e la Ferrara, richiesta che, però, è stata rigettata dal giudice delle indagini preliminari. Le complesse e minuziose indagini sono state condotte dai carabinieri della stazione di Alì Terme, guidati dal luogotenente Salvatore Garufi. Era ormai da tempo che in paese girava con insistenza la voce secondo la quale il Comando della Polizia municipale avrebbe in diverse occasione favorito numerosi proprietari di auto, ai quali  erano state elevate contravvenzioni per infrazioni del codice della strada. Il più delle volte si trattava di divieti di sosta. E siccome i carabinieri, si sa,  una  ne pensano e cento ne fanno, hanno voluto vederci chiaro. Nel corso di un blitz negli uffici dei vigili  urbani e del Comune, poco più di un anno addietro, i militari dll’Arma avevano sequestrato una corposa documentazione relativa a  circa  900 multe. Era iniziato così da parte degli inquirenti un lavoro certosino per spulciare una ad una le  carte. Alla fine,  90 contravvenzioni sarebbero risultate ”aggiustate” per evitare di far pagare gli  ”amici degli amici”. Stando  a quanto emerso a conclusione del lavoro investigativo svolto dal luogotenente Garufi  e dai suoi colleghi dell’Arma di Alì Terme, il comandante dei vigili Pistone, il suo vice Rosaria Toscano avrebbero, tra l’altro, alterato i verbali modificando i numeri o le lettere della targa delle auto contravvenzionate  in assenza  dei  proprietari.  I due vigili, stando a quanto si legge nel provvedimento emesso dal gip, avrebbero, il più delle volte, fatto ricorso  ad un semplice ma efficace stratagemma. E così, ad esempio, ”1” diventava ”7” o una ”V” doppia ”W”. Di conseguenza, una volta effettuato un riscontro al Pra per risalire al proprietario, si scopriva che la marca, il modello e  targa dell’autovettura non  corrispondevano ai dati riportati sul verbale originale elevato dai vigili urbani. In pratica, una ”500” con l’alterazione di numeri e lettere si ”trasformava” in Fiat Uno.Una contraddizione in termini per cui l’annullamento della multa era automatico. Tra quelle ”cancellate” o ridotte in carta straccia, risulterebbe  una contravvenzione elevata all’ex direttore generale  del comune termale. Ma,  da quanto emerso, i sistemi adottati dal  comandante Pistone e dal vicecomondante dei vigili,  Rosaria Toscano,  non si sarebbero limitati solo ad alterare le targhe. Infatti,  sempre  stando a  quanto si legge nel provvedimento emesso dal magistrato, si sarebbe fatto  ricorso ad altri ”trucchi”. In questa operazione di ”smacchiamento”, l’istruttore amministrativo Giovanna  Ferrara si sarebbe limitata a trascrivere a ruolo i verbali. Adesso,  giocoforza, il Comune  dovrà  costituirsi parte  civile per il danno ecomico e d’immagine subito. Nel contempo, però, potrebbero scattare altre iniziative disciplinari nei confronti dei tre dipendenti.     ALI’ TERME – Avrebbero escogitato dei sistemi per non far pagare a parenti, amici e conoscenti le contravvezioni per infrazioni al codice stradale. Ma sono finiti adesso nei guai l’allora comandante dei vigili urbani Fortunato Pistone, 58 anni, oggi in forza all’Ufficio anagrafe, l’ex suo vice Rosaria Toscano, 51 anni, oggi facente funzioni di comandante e l’impiegata comunale Giovanna  Ferrara,  50 anni. I tre sono indagati dalla magistratura per una lunga serie di reati commessi in concorso. Ben trentuno le contestazioni che vanno dall’abuso d’ufficio alla falsità materiale e ideologica, alla  soppressione, distruzione e occultamento di atti e truffa ai danni del Comune. In più a Pistone e alla Toscano è stata imposta  dal gip del Tribunale di Messina, Monica Marino, la misura cautelare dell’obbligo di presentarsi tre volte la settimana nella caserma dei carabinieri di Alì Terme. Il pm Alessia Giorgianni aveva chiesto l’arresto ai domicilari per Pistone, Toscano e la Ferrara, richiesta che, però, è stata rigettata dal giudice delle indagini preliminari. Le complesse e minuziose indagini sono state condotte dai carabinieri della stazione di Alì Terme, guidati dal luogotenente Salvatore Garufi. Era ormai da tempo che in paese girava con insistenza la voce secondo la quale il Comando della Polizia municipale avrebbe in diverse occasione favorito numerosi proprietari di auto, ai quali  erano state elevate contravvenzioni per infrazioni del codice della strada. Il più delle volte si trattava di divieti di sosta. E siccome i carabinieri, si sa,  una  ne pensano e cento ne fanno, hanno voluto vederci chiaro. Nel corso di un blitz negli uffici dei vigili  urbani e del Comune, poco più di un anno addietro, i militari dll’Arma avevano sequestrato una corposa documentazione relativa a  circa  900 multe. Era iniziato così da parte degli inquirenti un lavoro certosino per spulciare una ad una le  carte. Alla fine,  90 contravvenzioni sarebbero risultate ”aggiustate” per evitare di far pagare gli  ”amici degli amici”. Stando  a quanto emerso a conclusione del lavoro investigativo svolto dal luogotenente Garufi  e dai suoi colleghi dell’Arma di Alì Terme, il comandante dei vigili Pistone, il suo vice Rosaria Toscano avrebbero, tra l’altro, alterato i verbali modificando i numeri o le lettere della targa delle auto contravvenzionate  in assenza  dei  proprietari.  I due vigili, stando a quanto si legge nel provvedimento emesso dal gip, avrebbero, il più delle volte, fatto ricorso  ad un semplice ma efficace stratagemma. E così, ad esempio, ”1” diventava ”7” o una ”V” doppia ”W”. Di conseguenza, una volta effettuato un riscontro al Pra per risalire al proprietario, si scopriva che la marca, il modello e  targa dell’autovettura non  corrispondevano ai dati riportati sul verbale originale elevato dai vigili urbani. In pratica, una ”500” con l’alterazione di numeri e lettere si ”trasformava” in Fiat Uno.Una contraddizione in termini per cui l’annullamento della multa era automatico. Tra quelle ”cancellate” o ridotte in carta straccia, risulterebbe  una contravvenzione elevata all’ex direttore generale  del comune termale. Ma,  da quanto emerso, i sistemi adottati dal  comandante Pistone e dal vicecomondante dei vigili,  Rosaria Toscano,  non si sarebbero limitati solo ad alterare le targhe. Infatti,  sempre  stando a  quanto si legge nel provvedimento emesso dal magistrato, si sarebbe fatto  ricorso ad altri ”trucchi”. In questa operazione di ”smacchiamento”, l’istruttore amministrativo Giovanna  Ferrara si sarebbe limitata a trascrivere a ruolo i verbali. Adesso,  giocoforza, il Comune  dovrà  costituirsi parte  civile per il danno ecomico e d’immagine subito. Nel contempo, però, potrebbero scattare altre iniziative disciplinari nei confronti dei tre dipendenti.     

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