Taobuk. Amore e Amicizia protagonisti della terza giornata

Amicizia e Amore sono stati i protagonisti, nella splendida terrazza dell’Archivio Storico di Taormina, della terza giornata di Taobuk, il Festival Internazionale del Libro di Taormina ideato e diretto da Antonella Ferrara con il sostegno di un comitato scientifico presieduto da Franco Di Mare e promosso dal Comune di
Taormina guidato da Eligio Giardina.
La prima storia d’amicizia e d’amore, ma anche di ansie e paure dei ragazzi in età adolescenziale, la troviamo in “un cuore XXL” di Sara D’Amario (Fanucci), la scrittrice e attrice che ieri lo ha presentato a Taobuk nel corso della mattinata agli studenti della scuole. L’autrice, cha ha anche interpretato e continua a registrare numerose fiction per Rai e Mediaset, racconta in questo libro la storia di due amici-compagni di liceo, obesi, da qui la “taglia”del titolo, che sperimentano la prima vera amicizia ma anche i primi innamoramenti.
In “Un bel sogno d’amore” (Garzanti), presentato dal giornalista Rai, Nuccio Vara, Andrea Vitali racconta la vita di un piccolo centro della provincia lombarda, Bellano, negli anni ’70. Un paese scosso da una modernità improvvisa a causa della proiezione cinematografica de “L’ultimo tango a Parigi” che fa scalpore e divide il paese tra progressisti e tradizionalisti, in un momento storico in cui il cinema era punto di incontro per  adulti e ragazzi.
L’amicizia è stata anche al centro della tavola rotonda alla quale hanno preso parte, nel tardo pomeriggio, alcuni studiosi e grandi conoscitori di Leonardo Sciascia, con brani letti dagli attori Enzo De Liguoro, Giacomo Battaglia, Paolo Sofia e Salvatore Gullace, tratti dalla raccolta curata da Milly Curcio e Luigi Tassoni
“Lettere dal centro del mondo” (Rubbettino). Il giornalista Matteo Collura, il direttore della Fondazione Sciascia, Antonio Di Grado; il presidente del Caffè Letterario La Cava, Domenico Calabria;  il giornalista Gaetano Saglimbeni e l’autore Mario D’Agostino, nell’incontro moderato dal direttore del Teatro Stabile di Catania, Giuseppe Di Pasquale, hanno descritto la fitta corrispondenza tra due amici, lo scrittore calabrese Mario La Cava e Sciascia appunto, ben 362 lettere scritte in oltre trent’anni, tra il 1951 e il 1988. La
Cava era di un piccolo paese, Bovalino, sulla costa ionica calabrese; Sciascia di Racalmuto.  Bovalino per La Cava, e Racalmuto per Sciascia sono stati “il centro del mondo”, del loro mondo, anche se loro stessi ne
parlavano apostrofandoli come “luoghi tristi” da cui raccontare il mondo appunto e la Sicilia soprattutto.
“Stiamo parlando di un’altra epoca – ha ricordato Collura – di un altro mondo. Entrambi avevano dei sogni. La Cava era considerato un ottimista ma è stato sfortunato nella sua vita, Sciascia lo ha aiutato perché lo amava come uomo e come scrittore”.
“La Cava è stato sfortunato e anche un po’dimenticato – ha detto Domenico Calabria- ha mantenuto fede al suo modo di scrivere un po’ all’antica e questo lo ha fortemente danneggiato. Ma la sua scrittura va nel profondo dell’animo, si occupa di temi universali come l’amore e la vita e per questo noi, come Caffè
letterario, ci sforziamo di tenere in vita la sua opera”.
“Questi scritti sono fondamentali  – ha spiegato Mario D’Agostino – e rappresentano una grande chance per non cadere nell’oblio e dimenticare la loro scrittura, per tenere viva la loro attività di grandi autori”.
A concludere il dibattito il giornalista Gaetano Saglimbeni che ha ricordato le sue esperienze da giornalista.
Subito dopo è stato proiettata una pellicola a firma di Elio Petri, tratta da una delle opere più importanti di Sciascia, “A ciascuno il suo”.
Pienone, quindi, per la terza serata di Taobuk, che ha toccato le corde di un’amicizia profonda nella raccolta epistolare tra Sciascia e La Cava e l’amore per un paese e per un epoca nel romanzo di Andrea Vitali.

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