Messina. Guardia di Finanza, il bilancio dei primi 5 mesi del 2013

MESSINA – Nel pomeriggio di ieri, nel corso di una sobria cerimonia all’interno della Caserma Cotugno, alla presenza del Comandante Provinciale, Col. t.ST Vincenzo Vellucci, si è tenuta la celebrazione del 239° Anniversario della fondazione della Guardia di Finanza. Nel corso della cerimonia, data lettura del messaggio del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e dell’Ordine del Giorno del Comandante Generale del Corpo – Gen. C.A. Saverio Capolupo, il comandante provinciale ha tenuto un breve discorso ai militari e, quindi, sono state consegnate ricompense di ordine morale a militari che si sono particolarmente distinti in azioni operative.

Di seguito, i principali risultati conseguiti nei primi cinque mesi dell’anno.

LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE

La Guardia di Finanza contrasta l’evasione fiscale secondo un approccio di polizia investigativa in grado di cogliere trasversalmente tutti gli illeciti economico – finanziari tra loro connessi. L’azione delle fiamme gialle è orientata prioritariamente verso i fenomeni più gravi ed insidiosi, per i danni che producono al bilancio dello Stato, delle Regioni, degli Enti locali e del sistema economico nel suo complesso, ma anche al concreto recupero delle risorse illecitamente sottratte all’Erario, mediante una sempre più efficace aggressione patrimoniale.

Nei primi 5 mesi del 2013, nella nostra Provincia, accanto alle verifiche fiscali ed al contrasto all’economia sommersa, sono proseguiti i piani di controllo di quei professionisti le cui posizioni sono ritenute particolarmente pericolose nonchè di coloro che pongono in essere condotte evasive complesse ed insidiose per ingannare il fisco. Sono stati scoperti 31 evasori totali e 8 evasori paratotali, che hanno nascosto al Fisco una base imponibile di oltre 174 milioni di euro. I controlli in materia di scontrini e ricevute sono stati 2.141 ed il 43% è risultato irregolare. Sono invece 67 i lavoratori in nero/irregolari scoperti e 28 i datori di lavoro verbalizzati. L’azione contro i patrimoni illecitamente accumulati ed a garanzia della pretesa erariale trova riscontro nei sequestri già eseguiti, pari a oltre 3 milioni, ed in quelli proposti all’Autorità Giudiziaria, pari a oltre 40 milioni, oltrechè il consistente numero di adesioni spontanee dei contribuenti ai rilievi mossi dai Reparti del Corpo, calcolati su una base imponibile di oltre 9,5 milioni di euro sottratti al Fisco.

LOTTA AGLI SPRECHI DEL BILANCIO PUBBLICO

Parallelamente all’impegno nella lotta all’evasione fiscale, la Guardia di Finanza ha ulteriormente intensificato l’azione a tutela delle uscite dal bilancio pubblico, coerentemente con le esigenze di contenimento della spesa e dei processi di spending review. L’obiettivo è di individuare e prevenire, secondo il consolidato modello operativo di polizia investigativa, sprechi e malversazioni ai danni del bilancio pubblico, ottenendo effetti positivi sui saldi e salvaguardando gli standard dei servizi pubblici offerti.

In tale quadro, ed in linea di continuità con l’azione svolta positivamente negli anni pregressi, i Reparti della Guardia di Finanza hanno indirizzato le proprie risorse a contrastare le indebite percezioni riconducibili ai cosiddetti “fenomeni di massa”, quali le truffe a danno degli enti previdenziali ed assistenziali o le truffe perpetrate per accedere alle prestazioni sociali agevolate, nell’ottica di innalzare il livello di compliance dei cittadini e garantire che le risorse, stanziate mediante molteplici forme di assistenza, vadano a sostegno delle situazioni di effettivo e maggiore disagio sociale.

Da inizio anno sono stati denunciati alle competenti Autorità 644 responsabili di frodi per complessivi 3,7 milioni di euro, tra cui soggetti 620 truffatori che hanno ottenuto indebitamente pensioni, assegni o rendite per inabilità ed invalidità per oltre 2,8 milioni; merita di essere segnalato il caso, scoperto dalla Compagnia di Messina, di un soggetto che per oltre 5 anni aveva percepito impropriamente la pensione della madre deceduta. La reale portata di tali attività operative va valutata anche in chiave prospettica e preventiva. L’individuazione delle frodi, infatti, oltre a permettere il recupero delle risorse illecitamente percepite mediante misure di aggressione patrimoniale, assicura l’immediata cessazione delle erogazioni che, nella maggior parte dei casi, hanno carattere di regolarità e sistematicità, garantendo risparmi sui bilanci pubblici futuri ed a tutto vantaggio di coloro che ne hanno effettivo titolo. Con riferimento a sprechi ed irregolarità nell’amministrazione pubblica, i Reparti della Guardia di Finanza hanno condotto 5 interventi, d’iniziativa o su delega della Corte dei Conti, accertando danni all’Erario per quasi 3,5 milioni di euro.

AGGRESSIONE DEI PATRIMONI DELLA CRIMINALITÀ ECONOMICA

La lotta al riciclaggio di capitali “sporchi” è stata sviluppata attraverso 195 indagini di polizia giudiziaria e l’approfondimento investigativo di 25 segnalazioni di operazioni sospette volte a intercettare i flussi finanziari di provenienza illecita, individuando circa 250 mila euro oggetto di riciclaggio.

Inoltre, sono stati denunciati 37 responsabili di reati bancari, finanziari, societari e fallimentari, di cui 5 tratti in arresto.

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