Nizza. Debiti su debiti, la minoranza chiede le dimissioni del sindaco

NIZZA DI SICILIA – ” Siamo ormai ad un passo dallo sfascio economico e quello che più preoccupa non si vede al momento nessuna soluzione. Al  sindaco Di  Tommaso non rimane  altro che dimettersi, non ha altra scelta. Ha fallito”, questo lo  sfogo del capogruppo di maggioranza Carmelo Campailla  a conclusione dei lavori del consiglio comunale convocato in seduta  urgente per  approvare il  Piano di rientro dei debiti contratti con l’Ato4,  che al 31 dicembre 2011 ammontano a 1 milione e 490 mila  euro. Ma non è solo questo il ”buco” di cassa perché vanno aggiunti altri 5 milioni che, al momento, dice Campailla, non si sa bene come  siano stati spesi. La manovra finanziaria per saldare l’Ato, definiamola pure  così,  è stata approvata  con  i nove voti della maggioranza (assente Briguglio), mentre la  minoranza per  protesta ha  abbandonato l’aula. Il Comune adesso usufruirà  di un recente bando regionale che gli consentirà di rateizzare  il debito in  10 anni, mentre la  Regione anticiperà all’Ato la consistente  somma in 5 anni. A conti fatti, il Comune dovrà quindi pagare ogni anno una rata di 133 mila euro fino al 2022, soldi che, ovviamente, saranno presi dalle tasche dei cittadini. ”Insomma – ha  aggiunto Campailla – ad essere penalizzati saranno i soliti che, intanto, si  vedranno  aumentare la  bolletta della Tarsu del 30 per cento.  Ecco il perché  lanciamo l’ennesimo appello al  sindaco a lasciare l’incarico. Da dire che questa situazione debitoria con l’Ato, inoltre, non ha consentito a Nizza  Sicilia di ottenere la premialità della Regione, il che  significa aver perso una ingente somma.  Se necessario siamo pronti – ha aggiunto Campailla –  ad intraprendere iniziative extra politiche  pur di dire basta a questa realtà assurda, scandalosa. Insomma, vogliamo chiarezza, spiegazioni concrete”.  Di Tommaso durante i lavori ha detto che si è arrivati a questa situazione debitoria perché molti contribuenti evadono le tasse e per le mancate risorse  economiche che dovevano arrivare da Regione e Stato e  dal mancato incasso di 120 mila da  parte del comune di Fiumedinisi che fruisce del depuratore fognario consortile di Nizza. Poco convincente il dire di Di  Tommaso per lo schieramento di minoranza di cui, oltre a  Campailla, fanno  parte Antonietta Cintorrino,  Giacomo D’Arrigo, Francesco Briguglio e  Alessia  Coledi. Ci sono stati momenti che gli oppositori hanno affondato la lama lasciando basiti sindaco, maggioranza e le poche persone che seguivano i lavori consiliari.  La discussione in aula, com’era prevedibile, non si è  limitata ai soli debiti con l’Ato4 ma si è sviluppata pure al  ”buco” degli altri  5 milioni, o giù di lì, dell’amministrazione Di Tommaso. ”Quello che  suona  come una  beffa  mentre la barca affonda – incalza Campailla – è la rinuncia, nonostante da noi più volte sollecitata, all’indennità di carica di Di Tommaso, assessori e presidente del  Consiglio, che costa  complessivamente alle casse  comunali 70 mila euro l’anno. In sostanza paghiamo gente che ci ha  portato sul  lastrico. Li abbiamo invitati a lasciare i soldi a disposizione del Comune ma il sindaco e i suoi compagni di cordata non ci ascoltono. Anzi, qualcuno ci ride anche sopra. E pensare – dice Campailla – che i nostri concittadini sono costretti a svenarsi per tamponare la falla”. Campailla scopre altre carte: ”Che dire degli 800 mila euro dovuti all’Enel, dei 100 mila di bollette telefoniche? E Di Tommaso che fa? Continua a  mantenere figure esterne come quelle del responsabile del parco suburbano e del direttore dei servizi sportivi a cui vanno complessivi 18 mila euro l’anno. Incarichi che, come previsto dallo statuto delle  sue società di servizi, potevano essere espletati da dipendenti comunali. Ma c’è altro – conclude Campailla – da ultimo il  sindaco si  è inventata un’altra area dirigenziale, il cui costo è di 8 mila euro annui”.

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