Scaletta Zanclea. Il consiglio comunale dice ”no” all’aumento Imu

 
SCALETTA ZANCLEA – La stangata per i cittadini è stata scongiurata. Il Consiglio comunale ha bocciato la proposta dell’amministrazione comunale di aumentare le aliquote Imu per l’anno in corso. L’imposta rimane allo 0.4% per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale, 0.2 per i fabbricati rurali e 0.76 per tutti gli altri immobili, compresi locali commerciali e seconde case. Il sindaco e il responsabile d’area avevano chiesto un aumento per rimpinguare le anemiche casse comunali. La proposta di mantenerle al minimo è giunta, ed è stata approvata, dai consiglieri della stessa maggioranza che fa capo al primo cittadino. L’indipendente Agostino Raneri aveva proposto addirittura di abbassare ulteriormente l’aliquota sulle seconde case. Ipotesi avallata solo da altri due consiglieri: Avigliani e D’Arrigo. Nel corso della stessa seduta, l’assemblea ha votato anche il regolamento per la riscossione della Tarsu, la tassa sui rifiuti solidi urbani. Il consesso ha deciso di eseguirla direttamente e non più attraverso la Serit. L’attenzione adesso è tutta puntata sulla situazione finanziaria, che al Comune di Scaletta rimane delicata. A conferma di ciò, la mancata approvazione del Bilancio di previsione entro la scadenza del 31 ottobre, che schiude le porte al commissario. «L’arrivo del funzionario dalla Regione – evidenzia il consigliere di minoranza Gabriele Avigliani – sembra scontato. Rimaniamo in attesa degli eventi, come peraltro accaduto lo scorso anno».
«Quel che è certo – aggiunge l’esponente dell’opposizione – è che l’Ente locale ha una mole di debiti enorme e non riusciamo a comprendere come si possa fare fronte. Quanto detto sta creando la paralisi della cosa pubblica, in quanto – sottolinea Avigliani – al momento non si può spendere un centesimo, nemmeno per lavori di ordinaria amministrazione. Lo scorso anno per l’approvazione del previsionale si è dovuto attendere il mese di dicembre». «L’augurio, ma ritengo che sia assai remoto – conclude il consigliere – è che non si ripeta la stessa cosa. Purtroppo, considerato come stanno le cose, c’è poco da sperare».

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