Palermo. La candidatura di Miccichè spacca Fututro e Libertà

PALERMO –  La scelta per così dire “consigliata” da parte del presidente della Camera Gianfranco Fini di sostenere la candidatura a governatore siciliano di Miccichè sta creando non pochi mal di pancia all’interno di Fli. Se da parte sua il coordinatore regionale e candidato all’Ars Carmelo Briguglio assicura che con lui “il partito non sbanda né a sinistra né sul partito berlusconiano impersonato da Musumeci”, dall’altra i  malesseri di alcuni futuristi siciliani si sono trasformati talvolta in veri e propri abbandoni del partito. Tra gli addii più eclatanti il partito di fini annovera quello di Dario la Face ormai ex coordinatore provinciale di Messina e subito rimpiazzato da Biagio Gugliotta. Tanti, forse troppi i futuristi che non hanno gradito l’appoggio alla candidatura di Miccichè che – secondo Inzalaco e Ferro – non può rappresentare certi valori di legalità su cui Fli sin dalla sua nascita si poggia, sia per il suo passato politico che per le ultime dichiarazioni fatte in merito all’applicazione del codice etico, ma anche quella fatte su Diritti Civili e l’uso di droghe”. I due esponenti chiedono  al partito “un po’ di coraggio in più e sostenere persone come Fabio Granata e Massimo Russo”. Segnali fin troppo chiari. Se non è rivolta, poco ci manca. Nonostante le acque agitate, Briguglio per adesso non parla e tiene il punto, anche se ha deciso di rinviare di sette giorni, al 10 settembre, il coordinamento regionale del partito che dovrà ratificare le decisioni avallate da Roma. Una settimana che servirà a Briguglio per placare gli animi dei “ futuristi ribelli”

 

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