Regione. Il partito democratico “molla” Lombardo. Ma nessuna sfiducia

PALERMO – Anche il partito democratico molla il presidente Raffaele Lombardo.”Riteniamo esaurita la fase del governo tecnico, anche perchè un governo tecnico non c’è più”. E’ questo il benservito che il capogruppo del pd all’ars Antonello Cracolici ha riservato all’ormai ex alleato Lombardo. Il gruppo parlamentare si era riunito per fare un’analisi dettagliata sulla situazione politica all’indomani della nomina da parte del governatore siciliano di due assessori politici Alessandro Aricò (Fli) e Giuseppe Spampinato (Api) che ha fatto così decadere la natura tecnica dell’esecutivo. Il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo, ha convocato la direzione regionale per lunedì 4 giugno a Palermo. In quella sede si stabilirà quali conseguenze politiche avrà il ritiro del supporto al governo. Dunque niente più appoggio al governatore siciliano  da parte del Pd… ma allo stesso tempo nessuna sfiducia. “Lombardo ha già detto che si dimette il 28 luglio, la mozione non ha senso”, afferma Cracolici che attribuisce alla vicenda giudiziaria di Lombardo (è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa) “un peso” determinante nel processo di logoramento della maggioranza. E sulla permanenza in giunta dei tre assessori “tecnici” di area Pd, Cracolici è la pidario: “Decideranno loro se dimettersi o meno”. E già si ragiona su qualche eventuale manovra post – lombardo:  il capogruppo pd conferma la sua idea di alleanze tra progressisti, moderati e autonomisti, con l’Udc “interlocutore essenziale”. E sul futuro politico di Lombardo, Cracolici non ha dubbi: “Ha già detto che non si ricandida e che si dedicherà al processo”.

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