Taormina. Ex pretura, il 4 maggio sarà il giorno della verità

TAORMINA. Solo ancora pochi giorni d’attesa e si conoscerà il destino dell’ex Pretura. Si saprà se i locali di Corso Umberto sono da considerarsi salvi o no dalla vendita all’asta. Si è svolta infatti al Tribunale di Messina l’udienza riguardo all’immobile che era finito all’asta. Il Comune di Taormina punta ad una sentenza che ritenga l’ex pretura patrimonio indisponibile della casa municipale e quindi inalienabile. “Il giudice – spiega l’assessore al Contenzioso, Fabio D’Urso – ha rinviato al 4 maggio l’udienza che a questo punto dovrebbe portare alla sentenza in questa lunga controversia sull’ex pretura. Taormina ha ottenuto di recente dalla Regione il via libera ufficiale per la creazione di un “Museo diffuso per le arti e la cultura contemporanea” ottenendo un milione 599 mila euro, e quel decreto di finanziamento riguarda la destinazione dell’ex pretura a Museo del Cinema.” Il finanziamento stanziato dalla Regione sembra in grado di rafforzare il “decreto salva-pretura” che già in precedenza era stato prodotto in tribunale dall’Amministrazione comunale taorminese, ovvero il vincolo posto sul bene dall’assessorato regionale ai Beni Culturali, con una relazione della Soprintendenza, sull’edificio. In questo documento si ritiene che l’ex pretura debba essere considerata patrimonio indisponibile della casa municipale, che per questo si oppone ad un possibile esproprio del bene. La società di Messina che ha intrapreso le vie legali contro il Comune, sinora ha presentato delle memorie e chiesto ulteriori atti alla Soprintendenza sulla relazione fatta. La medesima società ha inoltre presentato un ricorso al Tar di Catania. Il Comune ha sollevato alcune eccezioni ritenendo, a proprio avviso, il procedimento “chiuso”. Ora l’obiettivo del Comune è l’estinzione definitiva della pratica. La curatela fallimentare che ha fatto scaturire l’asta ha vantato un credito verso il Comune di 829 mila 346 euro, oggetto di contestazione giudiziaria nel giudizio iscritto al n. 340/2002 R.G.C., nonché un ulteriore credito di un milione 204 mila 281 euro, scaturente da decreto ingiuntivo n. 108/2002, provvisoriamente esecutivo, anch’esso oggetto di contestazione nell’ambito del giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo n. 28/2003.

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