Scaletta Zanclea. Non si trovano i soldi per pagare l’Ato rifiuti, rischio emergenza igienico-sanitaria

SCALETTA ZANCLEA  – Dal “cilindro” del Consiglio comunale, convocato in sessione straordinaria su richiesta dei consiglieri Gabriele Avigliani, Giuseppe Meola, Salvatore Auditore e Agostino Raneri, non è venuta fuori l’auspicata soluzione per far fronte all’emergenza rifiuti che si profila a partire dal prossimo 16 aprile.
La società proprietaria della discarica di Motta S. Anastasia, ha intimato all’ente locale di sanare il debito con l’Ato Messina 4 (circa 900mila euro) per la parte inerente il conferimento dell’immondizia nell’impianto. Pena, il blocco della discarica per Scaletta. «Il paese – sostiene Gabriele Avigliani – potrebbe avere gravi ripercussioni dal punto di vista igienico-sanitario».
Il sindaco Mario Briguglio, ha ammesso di non avere soluzioni immediate per scongiurare il possibile blocco della discarica per la grave crisi di liquidità del Comune. L’amministrazione nei mesi scorsi ha presentato al commissario per l’emergenza rifiuti, il governatore Raffaele Lombardo, un piano di rientro decennale dal debito con la società d’ambito. La Regione dovrebbe anticipare i fondi per saldare le fatture alla società d’Ambito trattenendoli dai trasferimenti trimestrali per la gestione ordinaria del comune. «Il dilazionamento delle bollette ai cittadini e le vicende legate all’alluvione – spiega Avigliani – ha ritardato l’emissione dei ruoli dei rifiuti, ritardando di conseguenza l’incasso delle somme da girare all’Ato e creando grossa parte del debito. Secondo quanto comunicato in aula dal responsabile del servizio tributi, a luglio e agosto i cittadini di Scaletta riceveranno le cartelle relative alla Tarsu del 2011 a pochi mesi di distanza dall’invio delle cartelle del 2010. Ciò significa che pagheranno, per immobili di 80 mq, oltre 900 euro di tassa in un anno solare».
I consiglieri di nuove prospettive per Scaletta Gabriele Avigliani e Giuseppe Meola hanno fatto inoltre rilevare al sindaco «che il piano di rientro metterebbe ulteriormente a rischio la stabilità finanziaria del Comune».

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