Itala. Il dimissionario vicesindaco Cacciola: ”Ho lasciato l’incarico perché mancano idee e strategie… e il primo cittadino è assente”

ITALA – Il vicesindaco dimissionario, Salvatore Cacciola, ha rotto il silenzio. E torna a parlare della decisione di abbandonare l’amministrazione a pochi mesi dalla tornata elettorale. «Ho atteso da dicembre a oggi – esordisce – per comprendere l’evolversi della delicata vicenda e, anche, perché intendevo fare gli auguri al mio sostituto. Ma come al solito è tutto fermo».
Con il sindaco Antonio Miceli è in rotta di collisione. Cacciola evidenzia «la necessità di voltare pagina» e lascia intendere che sta già scaldando i motori, in vista delle elezioni della prossima primavera: «Resto sul territorio, insieme a quanti sono alla ricerca di un paese migliore, diverso da quello attuale».
La clamorosa decisione di dimettersi, Cacciola l’ha maturata dopo l’approvazione del Bilancio di previsione 2011. «E’ stata – dice senza mezzi termini – la goccia che ha fatto traboccare il vaso». Il suo gesto apre nuovi scenari politici. In paese c’è già chi vede in Salvatore Cacciola (Mpa), vicino all’on. Lo Monte – il candidato più votato alle precedenti elezioni – un aspirante sindaco… in pectore. Ma questa, al momento, è solo una ipotesi. I giochi sono aperti e non è improbabile che facciano registrare un ritorno sulla scena politica di Antonio Crisafulli, cinque anni addietro battuto da Miceli nella corsa alla sindacatura.
L’ex vicesindaco non parla di alleanze. Va giù pesante sull’attuale situazione politico-amministrativa: «Mancano le idee, la programmazione di strategie e anche la presenza del sindaco nella nostra cittadina, per poche ore al mese, non permette a questa Amministrazione di lavorare come necessario. I nostri concittadini – ha aggiunto Cacciola – aspettano da tempo segnali di ripresa che diano loro la possibilità, in un momento di grave crisi, di credere in nuove opportunità di sviluppo». Cacciola – decaduto anche da assessore nella Giunta dell’Unione dei Comuni delle Valli di Monte Scuderi – non si rimprovera nulla. Anzi, si dice «certo di avere profuso il massimo delle energie spendibili per i concittadini e per il mio paese».

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