Roccalumera. La minoranza vuol vederci chiaro sui debiti fuori bilancio e chiede la convocazione straordinaria del Consiglio

ROCCALUMERA – Il gruppo di minoranza al Comune di Roccalumera ha chiesto la convocazione straordinaria del Consiglio con all’ordine del giorno la ricognizione sui debiti fuori bilancio.
Nell’istanza, già formalizzata, gli esponenti dell’opposizione citano una nota del 24 novembre del dirigente tecnico in cui si evidenziava «la necessità di procedere alla ricognizione degli interventi (attraverso atti d’ufficio e la verifica, in contraddittorio, con le ditte) e della congruità dei singoli importi legati ai debiti».
Veniva specificato, inoltre, che nell’arco di 45 giorni al massimo, si sarebbe proceduto alla ricognizione documentata dell’esposizione debitoria del Comune. «I 45 giorni sono abbondantemente trascorsi – sbotta il capogruppo Giuseppe Campagna – e l’argomento non è arrivato in aula. Intanto – incalza – le richieste di pagamento, da parte delle ditte che hanno effettuato lavori o forniture, si fanno sempre più pressanti. Alcune di esse, nelle more, hanno adito le vie legali con ulteriore aggravio di spese a carico dell’Ente locale».
La richiesta della seduta urgente (firmata da Campagna, Vadalà, Cisca, Basile, Maccarrone, Fleres e Spadaro), riguarda anche un altro argomento: gli avvisi di accertamento notificati dalla Serit Sicilia per l’anno d’imposta 2006. «A gennaio, il concessionario incaricato dal Comune per la riscossione dei tributi – spiega la minoranza – ha notificato ai cittadini una serie di avvisi di accertamento con contestuale irrogazione delle sanzioni per il mancato o l’irregolare pagamento dell’Imposta comunale sugli immobili relativa al 2006 e della tassa sui rifiuti solidi urbani, relativa allo stesso anno e a quelli seguenti».
«Numerosi cittadini – precisa il consigliere Andrea Vadalà – hanno riscontrato che gli avvisi presenterebbero vizi formali e sostanziali tali da renderli privi di efficacia. Ciò nonostante – prosegue – gli interessati sarebbero comunque costretti a tutelare i propri diritti con conseguente aggravio di spese. In più – conclude Vadalà – alcuni cittadini stanno predisponendo regolari richieste di annullamento, in autotutela, degli avvisi».

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