Alì Terme. Area artigianale, davanti al Gup sindaco, funzionari comunali e componenti della Cec

ALI’ TERME – Il prossimo 16 marzo il sindaco di Alì Terme, funzionari comunali e componenti della commissione edilizia compariranno davanti al Gup del tribunale di Messina Massimiliano Micali per rispondere di abuso d’ufficio in concorso per la vicenda del capannone realizzato nella zona artigianale di contrada Saitta da un imprenditore che aveva ottenuto regolare concessione il 28 febbraio 2007. Nella vicenda risultano indagati, oltre al sindaco Grasso, anche i fratelli Aldo Barbera, capo ufficio dell’area tecnica del Comune e Filippo Barbera, funzionario tecnico e responsabile del procedimento; Antonietta Palmina Lombardo, funzionario amministrativo e responsabile dello Sportello unico e i componenti della Commissione edilizia Biagio Giovanni Camillen, di Nizza Sicilia: Antonio Micalizzi, di Alì Terme; Concetta Muzio, di Alì Terme; Fabio Favaloro, di  Alì Terme; Maria Azzurra Micalizzi, di Catania. La vicenda risale all’inverno del 2007, quando venne presentato un esposto alla magistratura e ai carabinieri della locale caserma, con il quale veniva evidenziato che nell’area artigianale di contrada Saitta, sulla sponda sinistra del torrente Alì, era stato realizzato un grande capannone adibito alla lavorazione di dolciumi. Nella denuncia veniva evidenziata la disparità di trattamento che, invece, sarebbe stato riservato da sindaco, capi area e Commissione edilizia, ad un altro acquirente di un lotto nella stessa zona, a cui era stata negata l’autorizzazione a costruire un capannone con la motivazione che quell’area era vincolata da Rete ferroviaria italiana. Un diniego che, però, per il ricorrente, era apparso palesemente in contrasto con quanto in precedenza stabilito dal Comune, che aveva autorizzato, invece, la realizzazione della struttura per l’industria dolciaria.

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