Messina, alluvione 2009. ”Due pesi e due misure” anche nelle tragedie: il consiglio comunale invita i deputati a ritirare la fiducia a Berlusconi

MESSINA – La seduta straordinaria ed aperta del Consiglio comunale, dedicata alle tematiche inerenti le opere propedeutiche e funzionali del Ponte sullo Stretto di Messina, è stata avviatacon un minuto di silenzio, per ricordare le sei vittime dell’alluvione di Genova. Il Consiglio, con un ordine del giorno unitario, ha espresso “piena ed incondizionata solidarietà alle popolazioni di Toscana e Liguria, che in questi giorni sono state colpite dall’alluvione, manifestando il più sincero cordoglio alle famiglie delle vittime”. Il documento ha stigmatizzato con forza, “l’atteggiamento del Governo nazionale, che ha usato e continua ad usare due pesi e due misure per eventi che rivestono, purtroppo, la stessa identica drammaticità; ha censurato la scelta politica di tutti i deputati nazionali, soprattutto quelli messinesi, che continuano ad appoggiare il Governo e li ha invitati a ritirare la fiducia finora accordata all’Esecutivo Berlusconi, dimostrando senso di appartenenza nei confronti della città di Messina” e del territorio ricadente nella sua provincia. L’atto richiede poi che “l’Amministrazione intervenga con decisione nei confronti del Governo nazionale e regionale, affinché la città, e i comuni messinesi di Scaletta Zanclea e Itala, ottengano i fondi necessari per la messa in sicurezza del proprio territorio e sia trattata con l’attenzione ed il rispetto dovuti”. Il primo passo in difesa delle legittime aspettative delle popolazioni allouvionate, è stato quello dell’on. Francesco Stagno D’Alcontres che ha detto a chiare lettere ad essere pronto a lasciare Berlusconi se il governo non manterrà fede agli impegni assunti. Presenti in Aula assessori ed una rappresentanza messinese della deputazione nazionale e regionale, con gli onorevoli Francantonio Genovese e Nino Beninati; ed il presidente della Provincia regionale di Messina, Nanni Ricevuto.
Il Governo com’è noto, non ha mantenuto le promesse anzi addirittura ha detto ”no” alla possibilita’ di utilizzare i 190 milioni in deroga del patto di stabilita che dovevano essere destinati a Giampilieri ad altri villaggi messinesi, e ai comuni di Scaletta Zanclea e Itala, devastati dall’alluvione del 1. ottobre 2009, che provocò 37 morti.

 

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