Da S. Alessio a Scaletta, sindaci mobilitati per scongiurare la chiusura degli uffici del Giudice di pace ad Alì Terme e S. Teresa

Le istituzioni si mobilitano per scongiurare la paventata e imminente soppressione degli uffici del Giudice di pace di S. Teresa e Alì Terme. «Da voci accreditate provenienti dall’ambiente giudiziario – ha spiegato il presidente dell’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei peloritani, Gianni Miasi – pare confermata la notizia della probabile chiusura degli uffici in argomento. Il provvedimento – aggiunge – a quanto pare sarà adottato dal ministero della Giustizia entro novembre».La notizia ha messo in allarme l’intero comprensorio, da Scaletta Zanclea a Sant’Alessio. Miasi ha convocato per mercoledì alle 18.30 una riunione straordinaria della Giunta dell’Unione, all’Antica Filanda di Roccalumera. All’assemblea parteciperanno anche gli assessori delle Unioni dei Comuni della Valle del Nisi e del Monte Scuderi. L’invito è stato allargato ieri ai singoli consiglieri degli enti sovracomunali, ai presidenti e ai vice presidenti dei Consigli comunali. E ancora: ai deputati nazionali e regionali del territorio, ai consiglieri provinciali, agli operatori giudiziari e ai cittadini. «Con i presidenti delle Unioni del Nisi e del Monte Scuderi, Lorenzo Grasso e Antonio Miceli – ha dichiarato Miasi – abbiamo convenuto che le istituzioni devono dare una risposta unitaria e ferma a questo tentativo illogico di impoverire ancora una volta il territorio. La nostra non è una battaglia di campanile ma rappresenta l’esigenza di evitare che le popolazioni vengano private del legittimo diritto di ottenere giustizia sul territorio in tempi ragionevoli e a costi accettabili». Il presidente dell’Unione delle Valli Joniche ha sottolineato che «gli uffici del Giudice di pace amministrano la gran parte della richiesta di giustizia che proviene dal territorio: dagli incidenti automobilistici alle controversie civili fino a un certo valore, dalle multe alla repressione della microcriminalità. Tali aspetti – chiosa Miasi – rappresentano oltre la metà del fatturato giudiziario del nostro territorio. Non possiamo assistere impunemente all’eventuale chiusura. Dopo averci privati delle risorse destinate al ponte sullo Stretto adesso intendono privarci di un servizio essenziale. Speriamo che le deputazioni, sino a oggi disattente – conclude Miasi – stiano accanto a noi e facciano sentire la propria voce».

 

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