Alì Superiore. Si sono perse le tracce del 23enne pastore che sabato ha tentato di uccidere un operaio nelle campagne di contrada ”Ferrera”

ALI’ SUPERIORE – Del 23enne pastore orignario di Mandanici ma abitante a Fiumedinisi, Riccardo Ravidà, si sono perse le tracce. Sabato scorso Ravidà, in contrada ”Ferrera” di Alì Superiore, aveva tentato di uccidere con qauttro colpi di fucile l’operaio Gaetano Nucita di 35 anni, anch’egli residente a Fiumedinisi. Nucita è stato raggiunto da un colpo che gli ha provocato una ferita nella parte bassa della schiena. Adesso è ricoverato al Policlinico ma le sue condizioni non sono gravi. Tra i due erano volate parole grosse, con accuse reciproche per vecchi fatti personati. Ravidà poi ha perso il lume della ragione e imbracciato il fucile ha esploso numerosi colpi, uno dei quali ha centrato Nucita alla schiena. Subito dopo è fuggito tra le montagne. Impegnati nelle ricerche i sottufficiali dei carabinieri Salvatore Garufi, Antonio Ardea, Santo Arcidiacono, rispettamente delle caserme di Alì Terme, Fiumedinisi e Roccalumera, che sono  coordinati dal capitano Giovanni Burgio comandante la Compagnia Messina sud. I militari continuano a setacciare intere zone di campagna notte e giorno, istituendo posti di blocco anche nei paesi della riviera ma finora il pastore sembra essersi volatizzato. Non viene esclusa la possibilità che abbia abbandonato già da sabato la ”Ferrera” che ricade tra Fiumedinisi e Alì Superiore per raggiungere attraverso sentieri di montagna il territorio di Mandanici, suo paese d’origine.

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