Scaletta. Aluvione 2009, tra un mese il saldo delle spettanze alle ditte intervenute durante la tragedia

SCALETTA ZANCLEA –  Un altro mese di attesa. «Trenta lunghi giorni che per molti di noi saranno eterni», dicono all’indomani dell’incontro a Palermo i rappresentanti delle ditte intervenute a Scaletta e Itala per far fronte all’emergenza alluvionale dell’1 ottobre 2009. Attendono il saldo della spettanze (il 36%, 5 milioni di euro erano stati erogati l’anno scorso). «Soldi fondamentali per andare avanti ed evitare il fallimento» ribadisce Domenico Piccolo, presente alla riunione nei locali del Dipartimento delle Autonomie locali della Regione Sicilia insieme ad una rappresentanza di colleghi imprenditori e ai sindaci di Scaletta Zanclea e Itala, Mario Briguglio e Antonio Miceli. La riunione è servita a placare la protesta dei titolari delle imprese che si protraeva da giovedì scorso. «Il dirigente generale del Dipartimento delle Autonomie locali, Luciana Giammanco e il massimo esponente regionale della Protezione civile, l’ing. Pietro Lo Monaco – evidenzia Piccolo – ci hanno spiegato qual è stato l’errore procedurale che sta determinando il ritardo. E cioè che le pratiche sono state consegnate al Dipartimento di Protezione civile anziché a quello delle Autonomie locali. Allo stesso tempo – continua l’imprenditore – ci hanno fatto notare che non esiste alcun altro intralcio per l’accreditamento dei sei milioni di euro che ci spettano». Giusto i tempi tecnici, insomma, per perfezionare la pratica. «I soldi ci sono – sottolinea il sindaco di Scaletta, Mario Briguglio – e sono stati stanziati dall’Assemblea regionale siciliana. Sono in Bilancio, pertanto credo davvero che non esista più alcun problema e che nel volgere di un mese gli imprenditori, ai quali va la mia massima solidarietà, possano percepire le spettanze per l’opera prestata durante la tragedia di due anni addietro. Ancora una volta – prosegue Briguglio – i titolari delle imprese hanno mostrato grande senso di responsabilità, dando nuovamente fiducia alle istituzioni, nonostante il delicato momento che stanno attraversando e la situazione esasperata in cui versano alcuni di loro in particolare».

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