Messina. Tentativo di estorsione a commerciante di Furci Siculo, in quattro finiscono in carcere

MESSINA – La polizia ha eseguito a Messina una ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Vincenzo Pergolizzi, di 31 anni – attualmente in carcere e ritenuto dagli inquirenti il boss del clan di Camaro – ed altre tre persone con l’accusa di tentativo di estorsione e lesioni gravi nei confronti di un commerciante. Gli altri tre destinatari del provvedimento restrittivo sono Giuseppe Crisafi, di 47 anni, il nipote di questi, Giancarlo Crupi, di 27, e Francesco Crisafi, di 62. L’indagine è stata avviata dopo la denuncia della vittima, che aveva acquistato da Crupi un’attività commerciale per impianti idraulici a Furci Siculo. Nel marzo del 2010 Crupi gli avrebbe chiesto 20 mila euro e il commerciante gliene avrebbe dati mille promettendogli che nel dicembre successivo gli avrebbe dato il resto ma a causa di difficoltà economiche, non era però riuscito a saldare il debito. Crupi avrebbe dapprima minacciato il commerciante e poi gli avrebbe dato appuntamento in piazza Cairoli, a Messina. All’incontro si sarebbero presentati tutti gli indagati: il commerciante sarebbe stato malmenato da Vincenzo Pergolizzi, Francesco Crisafi ed una terza persona non ancora identificata. La vittima avrebbe subito la frattura del setto nasale. Il commerciante sarebbe anche stato minacciato da Pergolizzi dicendogli che se non avesse pagato, lui sarebbe entrato con altre persone come socio al 50 per cento della sua attività.

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