Savoca. Firmata dal maestro Ucchino l’opera simbolo della rinascita del Belice

SAVOCA – E’ firmata dal maestro Nino Ucchino l’opera che simboleggia la rinascita della Valle del Belice, quarant’anni dopo il devastante terremoto (magnitudo 6.1) che nella notte tra il 14 e il 15 gennaio 1968 colpì una vasta area della Sicilia occidentale, tra le province di Agrigento, Trapani e Palermo. Quattordici furono i centri colpiti dal sisma, alcuni di questi vennero completamente distruttutti, come  Gibellina, Poggioreale, Salaparuta, Montevago. Le vittime furono 370, un migliaio i feriti e circa 70mila i senzatetto. Oggi il Belice è una zona in pieno sviluppo, nota in tutto il mondo soprattutto per i vini di alta qualità che si producono. La scultura di Ucchino è un monumento in acciaio inox alto cinque metri. Intitolata “Belice Amuri”, sarà collocata a S. Margherita del Belice. E proprio il sindaco della cittadina agrigentina, Franco Santoro, è stato a Savoca, nell’atelier del maestro Ucchino, per ammirare l’opera ormai in fase di ultimazione. “Con quest’opera di arte contemporanea – ha detto Santoro – intendiamo dare ulteriore slancio e forza vitale a tutta l’area del Belice”. Anche il suo omologo di Savoca, Nino Bartolotta, ha accolto con grande soddisfazione l’iniziativa. L’opera di Ucchino sarà accolta con un importante evento che si terrà nei primi giorni di settembre.

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