Unione dei Comuni. Mediazione lavoro per gli immigrati, deliberata l’adesione al progetto

S. TERESA DI RIVA – Deliberata dall’Unione dei Comuni delle Valli Joniche dei Peloritani l’adesione al progetto “Itaca, servizi di mediazione culturale e lavorativa per stranieri immigrati”. La decisione fa seguito all’avviso pubblico dell’assessorato regionale alla Famiglia, legato alla realizzazione di progetti mirati all’inclusione socio-lavorativa di soggetti in condizione di disagio sociale ed esclusione. Il presidente dell’ente sovra comunale, Gianni Miasi, è stato autorizzato dall’esecutivo a costituire una associazione temporanea di scopo (Ats) per la gestione delle risorse destinate all’autorizzazione delle attività previste dall’iniziativa.  L’adesione è a titolo gratuito e riguarda i cittadini immigrati regolarmente soggiornanti: si tratta di 1.200 unità residenti  nel territorio compreso tra la Valle dell’Agrò e quella del Nisi. Il progetto si snoderà su due fronti ed interesserà sia gli stranieri immigrati, extracomunitari e comunitari, quanto i datori di lavoro, i servizi pubblici, sociali e sanitari per azioni di mediazione, informazione e aggiornamento. Da un monitoraggio eseguito nei Comuni dell’Unione è emersa la difficoltà degli operatori dei servizi sociali comunali e dei servizi sanitari nel far fronte alle molteplici richieste di cui si fanno portavoce gli stranieri immigrati. Le azioni da svolgere sono articolate in dodici punti e spaziano dall’istituzione di un osservatorio sulla condizione degli immigrati ai corsi di aggiornamento sulla normativa in materia di immigrazione rivolti ai dipendenti dei Comuni che fanno parte dell’Unione. Sarà altresì promossa una attività di integrazione interculturale attraverso la creazione di una sala lettura con biblioteca multietnica e centro di documentazione sull’immigrazione, un punto internet gratuito ed una radio web che trasmetterà musica e informazioni. L’ultimo dei dodici punti sui quali si articola il progetto, e non certo per importanza, riguarda l’attività di auto imprenditoria con lo start up di un’impresa sociale femminile attiva nel catering multietnico.

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