Roccalumera: “Uno scossone per uscire dall’immobilismo”, il presidente del Consiglio “bacchetta” l’amministrazione

ROCCALUMERA – “Questa amministrazione ha bisogno di uno scossone per uscire dal torpore dell’immobilismo e mettere fine ad una programmazione approssimativa”. A tuonare con questa parole all’indirizzo della giunta e di chi la presiede, il sindaco Gianni Miasi, non è stavolta il gruppo di minoranza, bensì la massima carica del Consiglio comunale: il presidente, Antonio Garufi. Abbandonato il ruolo istituzionale, mai sopra le righe, Garufi indossa con altrettanto stile, ma utilizzando termini perentori, i panni del politico. Una decisa presa di posizione che sta facendo discutere. Ma che il presidente tiene subito a chiarire: “Il mio agire – esordisce – rientra in un confronto dialettico all’interno della coalizione. Rimango pur sempre garante del buon andamento della macchina amministrativa – aggiunge – ma è ovvio che se ci sono delle anomalie nella gestione amministrativa del paese vanno evidenziate”. Garufi va presto nel concreto. E comincia dalla delicata questione legata ai rifiuti: “La tassa va aumentata – spiega – ma allo stesso tempo occorre un servizio migliore rispetto a quello che abbiamo avuto sino ad oggi”. Il pensiero corre poi “al mancato avvio della revisione del Piano regolatore generale. Un ritardo – chiosa il presidente dell’assemblea – che tarpa le ali allo sviluppo di Roccalumera. Il futuro della nostra cittadina passa proprio dallo strumento urbanistico, argomento non più procrastinabile”. Garufi non va oltre. Le ultime esternazioni le riserva all’aspetto politico della sua presa di posizione. L’opposizione sostiene che si tratti di una “spallata alla già sfaldata maggioranza”. “Assolutamente no – ribatte il presidente del Consiglio – in quanto sono e rimango parte integrante di questa maggioranza. Abbiamo il problema di un consigliere spesso fuori sede per motivi di lavoro, non credo ve ne siano altri. Ho deciso di evidenziare delle criticità poiché questa non è più la politica che ci eravamo prefissati. In questo andazzo di cose non mi riconosco”.

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