L’ex sindaco di Limina Bartolotta ”perde” il posto di deputato all’Assemblea regionale. Rimane Santo Catalano

PALERMO. L’Assemblea regionale salva lo scranno al deputato regionale del Pid Santo Catalano. Con voto a scrutinio segreto l’Ars ha respinto la richiesta della commissione verifica poteri che aveva deliberato la decadenza del politico per «incandidabilità originaria»: 38 i contrari e 35 i favorevoli (74 i deputati presenti in aula, 73 i votanti). Catalano era subentrato a Sala d’Ercole al deputato Fortunato Romano, ma subito dopo il suo arrivo a Palazzo dei Normanni è emersa – attraverso un esposto – una sentenza in base alla quale il politico non poteva essere candidato: Catalano aveva patteggiato in appello una condanna a un anno e 11 mesi per abusivismo edilizio e, in concorso, per abuso d’ufficio. Tre giorni fa la prima sezione civile del Tribunale di Palermo aveva dichiarato l’ineleggibilità di Catalano alla carica di parlamentare. Al suo posto doveva subentrare Marcello Bartolotta di Limina, docente di chirurgia d’urgenza al Policlinico di Messina e presidente dell’Ersu ed ex sindaco del comune liminese. Bartolotta, nelle ultime elezioni regionali, era risultato il primo dei non eletti nella lista Mpa. Bartolotta aveva avuto più di una ragione per sperare di entrare all’Ars perché anche la prima sezione civile del tribunale di Palermo aveva dichiarato l’ineleggibilità di Santo Catalano, sancendo la decadenza dalla carica e proclamando eletto Bartolotta che nelle ultime elezioni regionali era risultato il primo dei non eletti nella lista Mpa.  La sentenza, nella sostanza, aveva dato ragione a quanto deciso dalla Commissione verifica poteri dell’Ars che si era espressa già per la decadenza di Catalano e in tal senso aveva trasmesso tutto all’Aula per la formale dichiarazione, atto che non ha avuto seguito in quanto nelle more era stata notificata la pendenza del procedimento davanti al giudice civile.
 

Leave a Response