S. Piero Patti. Sequestrato dai carabinieri il depuratore che inquinava le acque del torrente Mangano

S. PIERO PATTI – I carabinieri della Stazione di Librizzi, hanno dato esecuzione  a un decreto di sequestro preventivo del depuratore comunale di San Piero Patti, in località ponte Mangano, emesso dal Gip del Tribunale di Patti su richiesta della locale Procura della Repubblica.
I militari dell’Arma avevano avviato l’attività di indagine qualche settimana fa su segnalazione di alcuni cittadini che si erano lamentati del riversamento diretto dei liquami fognari nel torrente Mangano. Gli accertamenti svolti unitamente a personale dell’Arpa di Messina, che ha effettuato i prelievi e le analisi chimico-batteriologiche, hanno permesso di provare che la ditta di Montelepre  che sta eseguendo i lavori di ripristino dell’impianto di depurazione, anziché prelevare i liquami non depurati già presenti nelle vasche e depositarli altrove, ne ha consentito lo sversamento direttamente nel torrente. Le analisi svolte dall’ARPA hanno poi attestato che i liquidi sversati nella acque del torrente avevano superato i valori limite, fissati per legge, delle sostanze inquinanti.
Per evitare ulteriori condotte penalmente rilevanti con grave ed irreparabile pregiudizio per l’ambiente ed in particolare per il corso d’acqua interessato, il pubblico ministero ha richiesto il sequestro preventivo dell’impianto che è stato ora affidato in custodia al sindaco di San Piero Patti. Contestualmente al sequestro, i carabinieri hanno notificato le informazioni di garanzia alle persone indagate che sono l’amministratore unico della ditta che sta eseguendo i lavori, ed i due tecnici dell’ Utc di San Piro Patti, direttore dei lavori e responsabile dei lavori pubblici dell’ufficio, che dovranno rispondere ognuno per la parte di competenza del reato di immissione di acque reflue non depurate nel torrente Mangano.

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