S. Teresa. Ex chiesa di Misserio, padre Mantarro spiega perchè non vuole cederla al Comune

S. TERESA – Due fitte pagine per spiegare i motivi che l’hanno portato a non firmare l’atto di cessione al Comune dell’ex chiesa. Le ha scritte il parroco di Misserio, don Carmelo Mantarro, per fare chiarezza sulle roventi polemiche scaturite dal suo rifiuto. “E’ mio dovere informarvi della situazione in atto – ha esordito padre Mantarro nella lettera distribuita ai fedeli proprio il giorno di Pasqua – e di quanto potrebbe accadere in merito alla chiesa malamente costruita in contrada Padano e al terreno di 1200 mq. sul quale essa insiste, che è l’unico bene che la parrocchia possiede”. Bene che padre Mantarro non vorrebbe perdere e nonostante si dica d’accordo con la necessità di demolire l’immobile, chiede all’Amministrazione un impegno formale affinché il terreno, una volta liberato dall’edificio, rimanga nelle disponibilità della sua parrocchia. “Certo il mio desiderio sarebbe stato e rimane – prosegue il parroco – che a demolire sia la parrocchia, perché ne resterebbe proprietaria e mediante cantieri di lavoro si potrebbe costruire un locale spazioso dove i giovani potrebbero andare a giocare e gli anziani a godersi un poco di serenità. Se la parrocchia potesse avere un prestito da restituire nel tempo – aggiunge padre Mantarro – non sarebbe un’impresa impossibile”. Ad ogni modo, visto che i soldi in questo momento la parrocchia non li ha, il sacerdote si dice pronto a firmare l’atto di donazione dell’ex chiesa al Comune ma in cambio vuole maggiori certezze sul futuro dell’area. “E se lo scenario politico cambiasse – si chiede padre Mantarro – che fine farebbero le promesse verbali?”. Il parroco si rivolge poi ai giovani di Misserio: “Non vi fate illudere dalle facili promesse, e siate certi che se il nostro terreno sarà donato, intanto non ci sarà nessuna certezza che sarà realizzato un ambiente sportivo, ma quand’anche ciò avvenisse – aggiunge -, cosa della quale io dubito molto, non sarebbe della comunità di Misserio e, nella migliore delle ipotesi, sareste ospiti mal sopportati in casa vostra”. Uno sfogo che non è andato giù al consigliere comunale Vittorio Chillemi, che da tempo si batte per la demolizione dell’edificio e la costruzione al suo posto di un’area per i giovani. Dopo essersi dimesso dal comitato parrocchiale, Chillemi, proprio ieri, ha fatto tappezzare la frazione con un manifesto nel quale risponde per le rime alla lettera di padre Mantarro.

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