Roccalumera. Fogna sulla spiaggia, Miasi: “Servono oltre 400mila euro per riparare la condotta sottomarina”

ROCCALUMERA – Fogna a cielo aperto sulla spiaggia, alla periferia sud di Roccalumera. I liquami zampillano a pochi passi dalla riva, all’altezza della passerella che collega i lungomare di Roccalumera e Furci, confondendosi con le onde dello Jonio ingrossato. E proprio la mareggiata dei giorni scorsi sarebbe la causa dell’ultimo guasto alla condotta sottomarina dell’impianto di depurazione che si inoltra nel mare per circa 250 metri scaricando i reflui filtrati ad una profondità di 80 metri. “Ciò che è accaduto era ampiamente prevedibile e lo segnalavo da tempo”, dice amareggiato il sindaco, Gianni Miasi, parlando di “un grossissimo problema di natura ambientale al quale bisogna ovviare in tempi celeri”. Il primo cittadino evidenzia contestualmente “il danno economico, non ancora quantificato.  Bisogna ancorare e zavorrare la tubazione sottomarina e a mio avviso – incalza il Miasi – sono necessari almeno 400mila euro”. Un primo sopralluogo è stato eseguito ieri mattina dai funzionari dell’Ufficio tecnico comunale e dai vigili urbani. Il sindaco, dal canto suo, ha inviato una lettere “a tutte le autorità competenti in materia mettendo nero su bianco la gravità della situazione”. Attacca poi la Regione, in merito ai lavori di ampliamento del depuratore consortile che serve Roccalumera, Furci Siculo e Pagliara, per i quali sono stati già finanziati 1 milione e 340mila euro.  L’impianto, che sorge a ridosso del torrente Pagliara, sarà dotato di una terza vasca, detta di equalizzazione, dove convoglieranno i reflui in esubero nei momenti di piena, in modo da consentire il regolare ciclo di smaltimento dei liquami. Un’opera di fondamentale importanza considerati i gravi disagi che si sono registrati negli ultimi anni. Allo stesso tempo saranno messi a norma gli impianti elettrici, spesso in tilt poiché inadeguati. “Vado mendicando autorizzazioni – chiosa il sindaco – spiegando che bisogna fare in fretta, ma ho cozzato contro una burocrazia imperante. Così dobbiamo continuare a fare i conti con un impianto realizzato in un’altra era, non più consono alle esigenze del nostro territorio”.

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