S. Teresa. I matrimoni di una volta, mostra a Villa Crisafulli-Ragno

S. TERESA – C’erano cinque cose che una sposa doveva portare con sé all’altare: qualcosa di vecchio, per non dimenticare il passato; qualcosa di nuovo, come augurio per la nuova vita; qualcosa di prestato, segno dell’affetto delle persone che le stavano vicine; qualcosa di regalato, in ricordo di tutti quelli che le volevano bene; infine, qualcosa di blu, simbolo di sincerità e purezza, di solito una giarrettiera ma spesso anche un fazzolettino. Una tradizione cancellata dal tempo e che l’arch. Salvatore Coglitore, cultore di storia locale, rievocherà attraverso una mostra dedicata ai matrimoni nel comprensorio jonico allestita dal 26 dicembre al 2 gennaio (dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20) al Palazzo della Cultura di S. Teresa di Riva. Un lavoro frutto di una ricerca decennale e che permetterà ai visitatori di ammirare un’ampia collezione fotografica. “L’intento  – ha spiegato Coglitore – è quello di far conoscere gli usi e le tradizioni, oggi del tutto modificati, delle varie fasi che accompagnavano il matrimonio”. Oltre alle foto d’epoca che ripercorrono mezzo secolo di storia e di costume (1920-1970), saranno esposti documenti storici (come ad esempio un contratto di matrimonio del 1846, un invito del 1947, ect.) e notizie sul “contorno” come la “fuitina”, le serenate d’amore, la dote, le voglie alimentari, i proverbi tipici, i modi di dire, le superstizioni, le macchine addobbate, le cartoline d’epoca, i complessi musicali, le credenze popolari, le bomboniere, ect.  Le fotografie riguarderanno la gran parte dei Comuni del comprensorio (Castelmola, Taormina, Giardini Naxos, Letojanni, Casalvecchio Siculo, Savoca, Roccafiorita, Antillo, Limina, Furci, Roccalumera, Pagliara, Nizza di Sicilia, Alì e Santa Teresa di Riva). La mostra è realizzata col Patrocinio del Comune di Santa Teresa ed è organizzata dall’associazione culturale “I marinoti”, in collaborazione il sito fotosantateresadiriva.com, Archeoclub d’Italia – sezione area Jonica, Enalpesca S. Teresa e Osservatorio Permanente dei Beni Culturali.

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