Scaletta. Il gruppo di minoranza: ”Non andremo più in Consiglio, veniamo derisi e attaccati in maniera antidemocratica dal presidente”

Carmelo Caspanello

SCALETTA ZANCLEA – «Non parteciperemo più a sedute consiliari in un clima di nervosismo e sfottò. Sin dalla prossima riunione abbandoneremo l’aula». Sono le dichiarazioni congiunte dei consiglieri del gruppo di minoranza “Nuove prospettive per Scaletta”, Gabriele Avigliani e Giuseppe Meola, rilasciate al termine dell’ultimo civico consesso «al quale – spiegano entrambi – abbiamo partecipato solo per senso di responsabilità considerato che all’ordine del giorno figurava il Consuntivo e non potevamo fare un danno al paese».
Avigliani e Meola hanno messo sotto accusa il presidente del Consiglio, Guido Di Blasi. «Il nostro disappunto – chiosa Avigliani – sta nell’atteggiamento con il quale si dirigono i lavori consiliari, contraddistinte da una scarsa considerazione della minoranza che spesso e volentieri viene derisa e attaccata in maniera antidemocratica. Il tutto – incalza Avigliani – in un clima di nervosismo causa di continui scontri che pregiudicano la serenità delle riunioni. Nonostante ciò il nostro gruppo continuerà ad attuare una politica di sana e costruttiva opposizione nella speranza che vi sia una inversione di marcia in cui si ristabilisca l’imparzialità prevista dal regolamento».
Nel corso della stessa seduta “Nuove prospettive per Scaletta”, assieme ai consiglieri di minoranza Salvatore Auditore (subentrato in quella riunione al dimissionario Mario Auditore) e Agostino Raneri e all’esponente di maggioranza Pietro D’Arrigo, ha votato contro l’approvazione del conto consuntivo 2009 (il cui passivo ammonta a 380mila euro). «L’atto finanziario, alla fine passato con 6 voti contro 5 – sostiene Avigliani – risulta, come evidenziato dalle relazioni della commissione Bilancio e del revisore dei conti, incompleto e inattendibile. Inoltre, rispetto agli anni precedenti la situazione debitoria del Comune – prosegue – è in netto aumento: ciò significa che l’Amministrazione, nel corso degli ultimi sette anni, non ha attuato minimamente delle politiche incisive per il risanamento delle casse comunali, pregiudicando servizi essenziali per la cittadinanza».

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