Il presidente dell’Osservatorio Beni culturai ai sindaci della Ionica: ”accettate scelte edilizie e urbanistiche compatibili con il territorio” per evitare altri scempi

S. TERESA DI RIVA – Molte scelte progettuali, negli ultimi lustri, hanno caratterizzato, negativamente, gli arredi urbani dei paesi jonici. Prospettive di lungomare e scorci storici sono stati deturpati da interventi “aggressivi” discutibili, colori e materiali che stravolgono l’armonia del territorio. Tutto, ovviamente, è stato realizzato secondo le regole vigenti nelle distinte municipalità.
Ed è proprio in questa direzione che bisogna intervenire per scongiurare ulteriori scempi. Solo alcuni Comuni hanno deciso di dotarsi di un piano del decoro architettonico. Il presidente dell’Osservatorio dei Beni culturali, Filippo Brianni, nei giorni scorsi, ha inviato una nota ai i sindaci dei 12 paesi dell’Unione dei Comuni delle Valli joniche e dei Peloritani, mostrando «apprezzamento per i Comuni che hanno adottato il piano». Gli altri amministratori sono stati contestualmente invitati «a dotarsi dell’importante strumento in grado di indurre organismi pubblici e soggetti privati ad adottare scelte edilizie ed urbanistiche compatibili ed armonici con le caratteristiche del territorio».
Brianni ha spiegato che «l’invito si inserisce nell’ambito del concetto di “tutela operativa e fruitiva” delle risorse culturali e ambientali a cui l’Osservatorio sta ispirando la propria azione. L’obiettivo – ha aggiunto – è quello di fare in modo che gli enti locali siano in grado, non solo di precludere gli interventi, ma piuttosto di indicare modalità costruttive, scelte progettuali e di individuazione dei materiali che consentano di realizzare interventi compatibili con la fruizione delle risorse».
La missiva dell’avvocato Brianni è il frutto delle sollecitazioni avanzate nel corso dell’ultima riunione, dai membri tecnici dell’Osservatorio: gli architetti Romualdo Santoro, Domenico Costa e Salvatore Coglitore e il geometra Carmelo Santisi. I tecnici hanno puntato l’attenzione sulle molte scelte progettuali che, negli ultimi tempi, hanno caratterizzato, in negativo, alcuni scorci di territorio, «di fronte alle quali – hanno sottolineato – gli Enti locali di riferimento hanno mostrato una preoccupante impotenza, in quanto si trattava di interventi perfettamente regolari e in linea con gli standard urbanistici previsti da quei Comuni, ma comunque discutibili ed in qualche caso deturpanti, in quanto assolutamente sganciati dalle caratteristiche del territorio».

 

 

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