Alì Terme. Terreni del Demanio marittimo, qui la legge è ”offesa” e tutto viene tollerato

ALI’ TERME  – Anarchia e abusi tollerati. Succede sul lungomare di Alì Terme, diventato ormai una sorta di ”terra di nessuno”, dove il territorio demaniale viene gestito come se fosse proprietà privata da una casta di privilegiati. E così si continua ad infischiarsene di leggi e regolamenti, con l’aggravante che tutto ciò viene tollerato. E guai a chi ha l’ardire di contestare, di non accettare che decine di metri di demanio siano stati trasformati in ”proprietà privata”, compresi alcuni spazi di verde attrezzato per bambini. Insomma, impera l’anarchia, alla faccia di tutti e tutto. E che fa il Comune?, niente. Sta a guardare. Proprio così. Perché fino ad oggi non ha ritenuto riportare ordine non foss’altro per far rispettare la legalità? Cominciamo dai passi carrabili, che su più di 2 chilometri di lungomare se ne contano oltre 120 (sic!), che occupano cospicue aree demaniali e i cui beneficiari pagano al Comune una manciata di euro l’anno. Ci si chiede, se la quota dovrebbe invece essere versata al Demanio. Oppure no?; e poi gli scivoli (abusivi, nessuno escluso), realizzati sempre su demanio da proprietari di terreni per ”ricoverare” auto e quant’altro. Insomma, ognuno fa quello che ritiene comodo. Una vergogna! Ma la Capitaneria di Porto di Messina è a conoscenza di questi abusi?, perché di ciò si deve parlare. Eppoi, la Capitaneria ha concesso l’occupazione del Demanio; ed ancora se il Comune può sostituirsi alla Capitaneria nel rilasciare autorizzazioni su terreni che non gli appartengono? Punti di domanda, riteniamo, che meritano di essere presi in considerazione anche perché con il silenzio e l’indifferenza si alimenta la cultura della illegalità.

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