S. Teresa. La lezione del magistrato Gratteri agli studenti del liceo classico

S. TERESA – Lezione di legalità al liceo classico “Trimarchi” di S. Teresa, attraverso la testimonianza di due uomini che hanno lavorato fianco a fianco per combattere la ‘ndrangheta. Sono quelle del magistrato Nicola Gratteri (procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, da tempo impegnato nella lotta alla criminalità organizzata calabrese, costretto a vivere sotto scorta) e dell’attuale vice questore di Taormina, Renato Panvino. La conferenza-dibattito è stata introdotta dal preside, Rosario Calabrese, il quale ha evidenziato l’obiettivo del lavoro realizzato dai docenti di Storia ed  Educazione civica “di promuovere lo studio dei principi di legalità”. Calabrese ha incoraggiato “il progetto che nel caso specifico ha visto la collaborazione di Antonella Ferrara, direttrice di una libreria di Taormina. Il convegno, che ha avuto luogo nella palestra dell’Istituto, ha preso infatti spunto dal libro del magistrato calabrese “La mala pianta”. Gratteri ha esordito spiegando l’importanza e il perché dei suoi incontri, sempre più frequenti, con gli studenti. “Iniziati – specifica – quando ero meno… famoso di oggi”. Ha poi narrato spaccati di vita quotidiana, a partire dagli anni della scuola in cui ha convissuto con coetanei divenuti boss e che ha successivamente indagato e anche arrestato. La linea di demarcazione tra la legalità e l’illegalità in alcuni luoghi è molto sottile. E con facilità si può finire dalla parte sbagliata. “Stare dalla parte giusta – chiosa il magistrato – dipende molto dalle famiglie e dall’istruzione. Io ho avuto la fortuna di nascere nella famiglia giusta…”. Numerose e propositive le riflessioni dei ragazzi maturate da un’attenta lettura del libro “La mala pianta”, che ha consentito di scandagliare i variegati contesti in cui sono diramate le fila del fenomeno mafioso e soprattutto le contraddizioni insite nel tessuto familiare e sociale calabrese.

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