Mandanici, 300 fedeli in pellegrinaggio a piedi al santuario di Tindari

MANDANICI – Fede e tradizione. Sono i due elementi che da 139 anni animano il pellegrinaggio, a piedi, alla Madonna di Tindari. Circa 300 devoti hanno rinnovato anche quest’anno l’antico voto: tre giorni di preghiera e sacrifici, iniziati all’una del mattino dello scorso venerdì dal duomo di Mandanici dedicato a S. Domenica, dove si sono conclusi solennemente domenica pomeriggio. Il momento più toccante è stato quello del mattino di sabato, quando i pellegrini, guidati dal neo parroco Domenico Manuli, dopo aver attraversato i monti Peloritani da un versante all’altro, hanno percorso la salita che conduce al santuario della Madonna Nera, accompagnati dal suono del tamburo. Al termine della fatica, l’emozionante incontro con la Vergine. Un rito che si ripete dal 1871, quando due emigrati, uno di Mandanici e l’altro della frazione santateresina di Misserio, fecero il voto di percorrere a piedi la strada che dal paese in cui vivevano conduceva a Tindari se fossero riusciti a tornare a casa. A Mandanici,  la seconda domenica di maggio di ogni anno è un giorno speciale. Tutto il paese, cittadini e autorità, attende festante il ritorno dei pellegrini. “Il pellegrinaggio a Tindari – spiega il sindaco Armando Carpo – è un momento fondamentale della vita della nostra comunità. Camminare fianco a fianco per quasi 20 ore, senza dormire e con qualche breve sosta per riprendere le forze mentre ci spostiamo da un versante all’altro dei Monti Peloritani – aggiunge il primo cittadino – ci consente di rinsaldare i legami che ci uniscono. Anche chi non ce la fa materialmente a muoversi vuole comunque condividere questi momenti così intensi e aspetta chi è partito per accompagnarlo nell’ultimo tratto del rientro”. Cinzia Di Stefano su questo pellegrinaggio ha fatto la tesi di laurea: “Ci sono alcuni fedeli –spiega – che fanno voto non solo di percorrere la strada a piedi, ma di percorrerla in silenzio, digiunando o addirittura scalzi”. 

 

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