Alì Superiore. La ”doppia faccia politica” e gli attacchi gratuiti ai giornalisti del signor Pietro Fiumara

ALI’ SUPERIORE – La minoranza consiliare di Alì giudica «negativa» la relazione sull’attività amministrativa del sindaco, Carmelo Satta, illustrata nel corso dell’ultima riunione del Civico consesso. Il capogruppo Filippo Pantò l’ha definita «piccola nella sostanza, anche se composta da dieci pagine» e «priva di fatti». Oltre che «di basso profilo, poiché si limita al rendiconto dell’ordinaria amministrazione». Il gruppo di opposizione cita interventi e finanziamenti a varie manifestazioni. «Ma va detto – incalza Pantò – che si tratta di cose che facevano anche le precedenti Amministrazioni. E poi – aggiunge – prendiamo atto con piacere che sono state portate a termine le procedure di gemellaggio multilaterale europeo che, è bene ricordare, erano state avviate dalla precedente Amministrazione».

Dal canto suo, impropriamente riteniamo, c’è da registrare anche l’intervento in Aula del presidente del Consiglio, Pietro Fiumara, che non ha esitato ad attaccare frontalmente l’amministrazione attiva (di cui fa parte), spogliandosi del ruolo di superpartes. Una ”scivolata”, insomma, che Fiumara poteva anche risparmiarsi. Certo, indiscutibilmente, anche lui ha il diritto di parola e guai se non fosse così. Ma nella circostanza avrebbe fatto cosa giusta se avesse lanciato strali da un altro pulpito, fuori dall’aula consiliare. E invece, il garante del Consiglio, come ama definirsi, non si è posto nessun problema. Presidente che a più riprese, nel recente passato, si è schierato con la minoranza bloccando così importanti e numerose iniziative dell’amministrazione attiva con voto contrario. E stando così le cose, il sindaco Satta, di volta in volta,  deve augurarsi che alla fine il suo presidente gli dica ’sì’’ in aula visto che in caso di disco rosso si va a voti pari con l’opposizione, ovvero 6 a 6. «Una posizione politica double face quella di Fiumara – dice il sindaco – che ci impedisce di pianificare con serenità il nostro lavoro per il futuro. Insomma, ci dobbiamo accontentare di vivere alla giornata».

Ecco perché anche i consiglieri di maggioranza continuano a lanciare segnali forti al primo cittadino affinché chiarisca defintivamente il ruolo di Fiumara: dentro o fuori. In sostanza, se Fiumara intende continuare a fare opposizione deve lasciare la presidenza. Non si può, infatti, stare con due piedi in una staffa. E per quanto riguarda sempre Fiumara, c’è da dire che quando sostiene che i lavori dell’ultimo consiglio si sono svolti in un clima sereno, sa di dire sfacciatamente il falso. Ricordiamo al presidente, ad esempio, cosa ne pensa del mancato corpo a corpo tra un consigliere di minoranza e il fratello di un consigliere di maggioranza? Fatti verificatisi in piazza  dopo la chiusura dei lavori consigliari, segno del clima di alta tensione che regna ad Alì in ambienti politici. Eppoi, Fiumara e i suoi accoliti, per scaricare le loro frustrazioni e gli insuccessi politici se la prendono con i giornalisti, rei – secondo loro – di falsare i fatti. Un attacco gratuito contro gli organi di stampa che non fa onore al presidente del consiglio di Alì. Probabilmente Fiumara ha le idee confuse e questo lo porta a sproloquiare e lanciare accuse gravi. L’aspetto più inquietante rimane però quello della contestazione ai giornalisti, accusati di dire falsità, il che significa che i giornalisti sono soliti a manipolare la realtà.. Assicuriamo – non certamente Fiumra – i nostri lettori che la professionalità nostra (e di altri colleghi) non la svendiamo per quattro chiacchiere di piazza. Non abbiamo padroni il che ci consente di essere liberi, anche se ciò non significa che siamo i depositari della verità per cui possiamo anche sbagliare nelle interpretazioni, nel valutare. E abbiamo una sola faccia. Fiumara, invece, al contrario, ha due facce politiche: una di presidente del consiglio conferitagli dalla maggioranza e l’altra quella di accanito oppositore del suo sindaco. Opposizione che Fiumara manifesta a ogni pie’ sospinto. Altro che superpartes, visto che non ha avuto il buongusto di tenere la bocca chiusa, come il suo ruolo gli impone, durante la relazione del sindaco. Come dire, che presidente di Senato e Camera attaccassero in Aula il presidente Berlusconi o un loro collega perché non ne condividono l’operato. L’on. Fini non ha attaccato, come lei, signor Fiumara, ha fatto in Consiglio nella sua Alì,  Berlusconi nell’aula della Camera ma in altra sede non istituzionale. Un esempio probabilmente fuori luogo, sproporzionato ma lontano da noi nel paragonare Schifani e Fini al signor Fiumara di Alì Superiore.

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