Taormina. Maggioranza in fibrillazione, Pina Raneri chiede l’azzeramento della Giunta

TAORMINA – Pare non avere fine la stagione delle piccole polemiche e delle sterili frizioni dentro e fuori della maggioranza e dell’amministrazione. Una situazione stucchevole che, per molti versi, pone in secondo piano le vere grandi e piccole questioni che interessano la città ed i suoi cittadini. Si continua, infatti, a parlare di nuove fibrillazioni in seno alla maggioranza. Ci sono, stando alle cronache locali, chiari segni di “malessere” che fanno presagire importanti movimenti all’interno della coalizione che ha vinto le ultime amministrative. Alcuni sono descritti in maniera tale da far presagire un vero e proprio terremoto; altri, invece, sono paragonate a tempeste all’interno di un bicchiere colmo d’acqua. La nota più complessa è quella che si può ricavare tenendo conto dell’attività in seno al Consiglio comunale degli “autonomisti” Jonathan Sferra e Carmelo Valentino. I due, che fanno capo al deputato regionale De Luca, hanno più volte dimostrato insofferenza nei confronti dell’attività dell’amministrazione guidata dal sindaco Mauro Passalacqua. Sono arrivati, addirittura, a chiedere le dimissioni dell’assessore alle Finanze ed al Bilancio, Fabio D’Urso. Secondo alcune voce, i due sarebbero in procinto di lasciare la maggioranza.  A proposito di dimissioni, nelle ultime ore, hanno fatto discutere le dichiarazioni di Pina Raneri. Ha chiesto le dimissioni di tutti gli assessori. Tutto perché nel corso dell’ultima riunione consiliare un assessore avrebbe detto: “Tutti i consiglieri devono andare a casa”. Un’esternazione che ha fatto imbufalire la Raneri, ex assessore nella giunta di Aurelio Turiano. La consigliera, vicina al sindaco, ha subito affermato: “Chiedo un azzeramento della giunta, altrimenti sono pronta a rassegnare le mie dimissioni”. L’ultimo scossone vede, in qualche maniera, protagonisti l’assessore al Commercio Nunzio Corvaja ed il consigliere del gruppo G&co (giovani e commercio) Andrea Carpita. I due si sarebbero avvicinati alle posizioni della Lega Siciliana rappresentata a Taormina da Giuseppe Perdichizzi. Stando a notizie stampa, la Lega Siciliana sarebbe pronta ad entrare a far parte del “tavolo politico”, l’organo che, stando alle indicazioni del programma elettorale della maggioranza, dovrebbe “indirizzare e guidare l’attività dell’esecutivo”. Da rilevare, però, che la Lega ha fatto sapere che intende operare per “dare impulso all’azione amministrativa rispetto alla quale ritiene sussistenti gli aspetti di criticità che penalizzano e rallentano lo sviluppo economico e sociale di Taormina”. Da aggiungere la sorta di ultimatum (ma non troppo) lanciato dal PD, che è all’interno della maggioranza. I popolari, con il coordinatore Claudio Ambrogetti e la componente del direttivo del partito, con delega agli affari politici, Francesca Gullotta, hanno dato tempo sei mesi al sindaco di dare nuovo impulso all’attività amministrativa. Intanto, però, i Pd –secondo quanto dice Ambrogetti- si mantiene fedele alla coalizione ed al programma elettorale. Forse, proprio per rimarcare la sua posizione, ha organizzato, per fine mese un Forum per discutere (cosa che l’amministrazione ed il Consiglio comunale non hanno ancora fatto in maniera risoluta) di lavoro, disoccupazione, turismo ed ambiente. Da considerare, però, che Passalacqua, nel ridisegnare i vertici dell’Azienda Servizi Municipali, ha tenuto conto delle osservazioni del Pd nominando presidente Emilio Fragale espressamente indicato dal direttivo cittadino dei popolari. Stando a questi fatti, alcuni osservatori politici ipotizzano nuovi orizzonti politici. Per l’opinione pubblica, invece, pare proprio necessario che la politica, finalmente, si renda protagonista della vita sociale ed economica della città. Prima di tutto mettendo da parte quelli che sembrano piccoli problemi e grandi beghe. Chiede che partiti e gruppi, finalmente, si mettano attorno ad un tavolo per verificare la situazione creatasi dopo quasi due anni di amministrazione Passalacqua. A Palazzo dei Giurati la città chiede di trovare il bandolo della matassa in maniera tale da definire un elenco delle cose da fare. Alla fine di questo, non complesso, processo politico, il sindaco –dice la gente-potrebbe essere nelle condizioni di compattare una “vera” maggioranza capace di sostenere  tutte quelle iniziative necessarie per dare a Taormina la speranza di un “nuovo risorgimento”. Insomma, a questo punto, appare utile per la città creare i presupposti per un serio processo innovativo basato sulle cose da fare e non sui discorsi inutili. Taormina è alla vigilia di una difficile stagione turistica e non può permettersi nuovi scivoloni di stile e di procedure. Questo vuol dire che, se la classe politica arrivata a Palazzo dei Giurati per scelta dei cittadini, non è in grado di guardare avanti, è bene si faccia da parte.

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