Alì Terme. Lungomare e spiaggia, dove il degrado fa da arredo al paesaggio

ALI’ TERME (Messina) – Succede ad Alì Terme, uno dei Comuni ionici con vocazione turistica e sede di tre stabilimenti per le cure termali. Succede che in ben determinate zone del paese c’è degrado dovuto esclusivamente a coloro che hanno responsabilità pubbliche.  Scenari offensivi per una comunità. A cominciare dallo sversamento di liquami fognari sull’arenile, agli spazi demaniali di accesso alla spiaggia abbruttiti da erbacce, alle decine di vecchie barche abbandonate e altro materiale, ai marciapiedi dissestati con tratti privi di pavimentazione, che mettono a repentaglio l’incolumità e cosparsi qua e là da escrementi di cani portati a passeggio dai loro padroni la cui cultura del vivere in comunità è pressoché ignorata. Eppoi, verde pubblico su aree concesse dal Demanio al Comune con le palme in abbandono e aggredite da una ”foresta” di erba. E sulla spiaggia dallo scaldabagno ai copertoni e una varia tipologia di altri oggetti trasportati dalle mareggiare. A questo corollario vanno aggiunti i numerosi tondini di ferro che spuntano da sotto la sabbia e che costituiscono un serio pericolo.  Ma non è finita. Ci sono infatti tratti adiacenti la strada marina vergognosi, trasformati come sono in discarica anche da qualche ditta che viene pagata con fior di quattrini dal Comune, la quale pulisce da una parte e sporca da un’altra.  Assurdo. E la gente a ripetersi che così non va, assolutamente. All’altezza del vicoletto di S. Lucia l’altro ieri è dovuto intervenire –  per l’ennesima volta – l’autoespurgo per impedire che la fogna continuasse a riversarsi sulla spiaggia. Un problema igienico-sanitario che non può essere più tollerato e che non è stato risolto definitivamente perché è necessario sostituire un paio di metri di tubo rotto. E di contro, invece, si insiste caparbiamente nel ricorrere a soluzioni tampone, con inevitabile spreco di denaro pubblico. Desolante lo scenario che si può osservare nell’area demaniale, esattamente nell’ex cantiere di rimessaggio per motoscafi dove lo scempio ambientale ormai fa parte del paesaggio. Insomma, in quella zona c’è di tutto e di più come, ad esempio, vecchi motori,carcasse di copertoni e barche, erbacce, cartellonistica in disuso.  Per completare il desolante quadro ci sono auto posteggiate abusivamente su terreni del Demanio tra l’indifferenza di coloro che hanno il dovere di far rispettare la legge. Una realtà quella sul lungomare e sulla spiaggia di Alì Terme  conseguenza di disinteresse da parte di chi gestisce la cosa pubblica.  Comunque inaccettabile. La gente è stufa e pretende il ripristino delle regole del vivere civile anche con interventi decisi per dare un segnale inequivocabile, forte, per affermare la presenza delle istituzioni. E non dimentichiamo che, con l’estate alle porte, si rischia di dare ai turisti un’immagine assolutamente non degna di un paese che spera di fare il salto di qualità. Facendo cronaca crediamo di aver dato voce alla quasi totalità degli aliesi, stanchi di tanto menefreghismo. Adesso all’amministrazione pubblica il compito di mettere ordine. E una volta tanto, anche la minoranza consiliare dovrebbe svolgere un ruolo importante, tralasciando magari qualche interrogazione che sa tanto di politichese incomprensibile. Il prossimo luglio ricorre il centenario della nascita di Alì Terme e per festeggiarlo ci vorrebbe qualcosa di più. Magari cominciando a ridare dignità al lungomare e alla spiaggia.
 

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